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10.05.2013

Al Tar la rivincita della barista «Illegittima quella chiusura»

BARBARIGA. Una contesa iniziata l'estate scorsa con il provvedimento municipale
Il Comune dovrà risarcire 500 euro e rifondere le spese processuali

Il bar gelateria Piera era stato chiuso 15 giorni nell'agosto scorso

Il bar gelateria Piera era stato chiuso 15 giorni nell'agosto scorso
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Dopo un'estate trascorsa all'insegna di musi lunghi e serrande abbassate, il sorriso è finalmente tornato a splendere sul viso di Piera Treccani, titolare del bar gelateria «Piera» di via Roma. L'ordinanza comunale emanata dal sindaco di Barbariga Marco Marchi in seguito a un rilevamento audiometrico effettuato dall'Arpa, che lo scorso agosto l'aveva costretta per quindici giorni a chiudere il locale in anticipo (dalle 2, regolarmente previste nella licenza di pubblico esercizio, alle 22), è stata infatti giudicata illegittima e immotivata. Non solo. Il Tar di Brescia, dopo qualche mese di tira e molla giudiziario, oltre ad annullare il provvedimento comunale, ha pure accolto il ricorso avanzato dalla stessa esercente, che chiedeva all'amministrazione il risarcimento per i mancati guadagni durante il periodo del «coprifuoco» forzato: 500 euro, in tutto (corrispettivo economico netto risultante da un tetto d'incassi mancati del bar che il Tar ha stimato intorno ai 3mila euro). Come se non bastasse, la sentenza obbligherà il Comune di Barbariga a risarcire la barista anche delle spese processuali, per un totale di 2500 euro. Va così in archivio una delle tante querelle legate al binomio «movida-rumori molesti» - il quartiere bresciano del Carmine in questo ha fatto scuola... - che negli ultimi mesi si sono moltiplicate come funghi anche fuori dai confini cittadini. Peccato che il bar «Piera» di Barbariga, al momento dell'ordinanza fosse l'unico della provincia insonorizzato da capo a piedi, dove per giunta non si era mai suonata musica dal vivo, né tanto meno organizzate feste nottambule lunghe fino all'alba. «Abbiamo speso trentamila euro per rendere il locale silenzioso, al massimo accendiamo una radio da camera eppure ci vengono a dire che non siamo a norma con i livelli fonometrici: sembra una barzelletta», lamentava al tempo Piera Treccani. Oggi, alla luce del responso emesso dal Tar, ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. «Francamente più del contentino dei soldi, ciò che mi conforta davvero è che una volta tanto a trionfare sia stata l'onestà - sostiene -. Il nostro bar, oltre che da ragazzi, è frequentato anche da anziani, adulti e bambini del paese... episodi come questo rischiano di farti perdere la faccia: ora la mia soddisfazione più grande sarà potergli servire il caffè a testa alta, senza dovermi vergognare di niente». L'eco della notizia, naturalmente, è rimbalzato pure dalle parti del sindaco Marchi. «A fronte di lamentele reiterate da parte dei vicini e dei rilevamenti inadeguati, allora era stato inevitabile emettere questo provvedimento - il commento del primo cittadino di Barbariga -. Ad ogni modo prendiamo atto del giudizio del Tar. Per il quieto vivere di tutta la cittadinanza, l'auspicio è che spiacevoli situazioni del genere, in futuro, non si ripetano più».


Elia Zupelli

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