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20.10.2013

Il fiume restituisce il corpo di Ferrari

BORGO SAN GIACOMO. Il macabro ritrovamento da parte dei volontari della Protezione civile a Monticelli d'Oglio, alla cascina Bianca
La scomparsa l'11 ottobre quando l'auto venne rinvenuta abbandonata e aperta vicino al ponte di Acqualunga

Il corpo di Guido Ferrari portato a riva, sulla spiaggetta di Monticelli d'Oglio

Il corpo di Guido Ferrari portato a riva, sulla spiaggetta di Monticelli d'Oglio
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Ogni speranza di ritrovare vivo Guido Ferrari, scomparso dalla sua casa di Borgo San Giacomo venerdì 11 ottobre, si è infranta alle luci del giorno. Ieri mattina il fiume Oglio ha restituito il corpo senza vita del pescatore 37enne, il cadavere, imprigionato tra le ramaglie, è affiorato dopo il ponte di Quinzano, prima di Monticelli d'Oglio, all'altezza della cascina Bianca. A FARE LA MACABRA scoperta è stata la Protezione civile, i cui gruppi, a turno, per otto giorni, non hanno mai smesso di scendere e risalire il corso del fiume alla ricerca del disperso. Anche ieri la perlustrazione della corrente era iniziata di buon mattino, ad opera stavolta dei volontari di Pontevico, che si sono imbattuti nel corpo verso le 9, a circa un'ora di barca dal ponte di Acqualunga. Le ricerche di Guido Ferrari erano partite venerdì scorso proprio dal ponte, in prossimità del quale era stata rinvenuta la sua automobile e dove era stato allestito il campo base per coordinare l'azione dei Carabinieri di Borgo San Giacomo, dei Vigili del fuoco di Orzinuovi, Brescia, Cremona, dei sommozzatori della Protezione civile di Milano, dei gruppi cinofili, delle guardie del Parco Oglio Nord. I cani fiutavano la traccia dello scomparso dall'automobile fino all'acqua del fiume, ma rimaneva la speranza che l'uomo si fosse allontanato a piedi. Gli esperti hanno diviso il territorio in settori ed i gruppi di Protezione civile, dotati di Gps, hanno percorso centinaia di km, avanti e indietro in un'area di circa 12 kmq, mentre i sommozzatori hanno scandagliato in lungo e in largo il fiume nella zona e anche più a valle. Ieri il ritrovamento ha tolto al papà Cesare, alla mamma Paola Rubetti, ai fratelli Pierluigi, Davide e Ruggero ogni residua speranza di riabbracciare vivo il congiunto. Venerdì scorso i genitori avevano notato che il figlio Guido era uscito di casa prestissimo, senza documenti, senza portafogli e senza neppure somministrare l'insulina al suo cane, affetto da diabete, al quale era particolarmente affezionato. Preoccupati per l'insolito comportamento, avevano dato il via alle ricerche. Ultimo di quattro fratelli, Guido da qualche tempo aveva avviato una ditta che forniva detersivi per autolavaggio. Ieri il corpo, recuperato dai Vigili del fuoco di Brescia e Verolanuova, è stato portato a riva sulla spiaggetta di Monticelli d'Oglio, unico punto dove le barche in quel tratto di fiume possono attraccare, ed è stato poi composto all'obitorio dell'ospedale di Manerbio, a disposizione del magistrato.


Riccardo Caffi

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