Rispoli precipita in una notte da incubo
SEMAFORO ROSSO. Doveva essere la serata del rilancio per il terzino: ma i due cartellini gialli in poco più di venti minuti hanno cambiato tuttoTorna titolare al posto dello squalificato Zambelli ma commette due gravi errori che costano cari: e dopo la sua espulsione tutto diventa più difficile
Sergio Zanca
VICENZA
Andrea Rispoli, dall'altare alla polvere. L'anno scorso un suo gol aveva sbloccato il punteggio al «Menti», e condotto il Brescia alla vittoria. Stavolta ha provocato qualche pasticcio di troppo, incidendo negativamente sul risultato. Così va il calcio. Un giorno alle stelle, un altro all'inferno. Il 19 aprile 2009, guidati da Nedo Sonetti, i biancazzurri si impongono al Vicenza, grazie a un atteggiamento propositivo, e una pressione costante. Al 29' ecco il gioiello di Rispoli. C'è una mischia al limite dell'area, Zambrella serve Caracciolo che appoggia indietro al terzino: diagonale a mezza altezza, e gol del vantaggio. Poi arrotonda Gorzegno, e finisce in mezzo ai sorrisi.
QUEST'ANNO il ragazzone di Cava dei Tirreni parte bene. Sembra essere il campionato della consacrazione, tanto che il presidente del Parma Tommaso Ghirardi lo tessera per la prossima stagione. E invece un po' alla volta Andrea sparisce: da protagonista a comprimario. Esce di scena, e trova posto in panchina, dato che Marco Zambelli è l'assoluto padrone della fascia destra. Ma al «Menti», finalmente, la grande occasione. Il giudice sportivo ha squalificato Zambelli, e Rispoli costituisce l'alternativa più ovvia, chiamato a svolgere il ruolo di
littorina, pronto a chiudere in posizione arretrata, e, subito dopo, ripartire in velocità nel tentativo di mettere in difficoltà i padroni di casa. Ma al 13' si registra il primo scricchiolio. Rispoli commette fallo su Gavazzi, mediano pescato dal Vicenza nel Renate di serie D, beccandosi l'ammonizione. Non bastasse, Sgrigna calcia una punizione a spiovere sulla quale s'avventa di testa Martinelli. Gol. Arcari e compagni raggelati. Qualche volta le partenze di Andrea non sono brillanti, forse a causa delle lunghe leve, che hanno bisogno di tempo per riscaldarsi. Già lo si era visto con la disattenzione iniziale di Reggio Calabria, costata l'espulsione di Bega dopo 38 secondi e un rigore determinante.
Rispoli dà comunque l'impressione di riprendersi, e invece al 21' succede il patatrac. Perde il pallone nella metà campo avversaria e, nel tentativo di recuperarlo, aggancia il piede di Botta. Rocchi, arbitro internazionale, non ha dubbi: secondo giallo ed espulsione. Andrea cerca giustificazioni, sostenendo che si tratta di una scorrettezza veniale. Niente da fare.
IL BRESCIA rimane in dieci, e deve cambiare atteggiamento tattico. Esce anche Bega, infortunato. E Iachini passa al 4-3-2. Mentre Rispoli, sconsolato, si lecca le ferite (morali) negli spogliatoi, i compagni lottano su ogni pallone. Rischiano di subire il secondo gol, ma ripartono con generosità. Caracciolo e Possanzini si dannano l'anima, tenendo in apprensione il portiere Fortin, che all'andata aveva respinto all'Airone un rigore, salvando la vittoria. Le due squadre spingono, rientrano, ripartono, sbagliano, combattono.
All'80' il Vicenza rimane in dieci, per l'espulsione di Giosa. Riequilibrata la parità numerica, il Brescia intravede la possibilità di raggiungere il pareggio. E si butta all'assalto. Con la maglia biancorossa dei veneti c'è anche un gardesano, Francesco Signori, che tampona e dà una valida mano. L'ultimo brivido in pieno recupero, ma Fortin ribatte in tuffo su Budel. Intanto Rispoli s'aggira sconsolato: sognava una grande serata, e invece ha contribuito a portare il Brescia verso la seconda sconfitta consecutiva.
Tweet