«Pagato carissimo
BEPPE IACHINIMa la squadra c'è» l'unico errore fatto
A Beppe Iachini la seconda sconfitta consecutiva rode dentro, ma è convinto che la squadra abbia i mezzi per superare in fretta il difficile momento.
Iachini, un altro incidente di percorso?
La squadra ha disputato un'ottima gara. Dopo avere iniziato bene, ha proseguito alla grande, costruendo le occasioni per raggiungere il pareggio, risultato che avrebbe indubbiamente meritato. Non siamo riusciti a segnare, impegnando però Fortin sino all'ultimo. Per approccio, mentalità e piglio il Brescia è sempre rimasto in partita fino al 93'. Ha manovrato con personalità, mantenendo le distanze e non concedendo agli avversari nessuna ripartenza.
Cos'è mancato al Brescia?
Sul gol abbiamo commesso un errore, ma nel calcio ci stanno gli sbagli degli uni e la bravura degli altri. Nella circostanza avremmo dovuto stare più attenti. Sabato col Grosseto, gol di testa di Turati su corner. Anche stavolta è andato a segno un terzino, Martinelli, sempre in acrobazia, e su punizione a spiovere. E' un momento in cui paghiamo dazio su palle inattive.
Bisogna preoccuparsi per l'immediato futuro?
No, assolutamente. La squadra ha dimostrato di possedere gamba e corsa. Sta bene a livello fisico. Eppoi è ordinata, attenta.
Il Brescia è rimasto in inferiorità numerica per un'ora.
Dopo l'espulsione di Rispoli, abbiamo avuto bisogno di una decina di minuti per riordinare le idee. Ma siamo ripartiti alla grande.
Rispoli ha combinato un pasticcio.
Sull'intervento che gli è costato il primo cartellino giallo, e da cui è arrivato il gol decisivo, avrebbe dovuto temporeggiare. Era alle spalle di Gavazzi, e poteva controllarlo meglio. Io avevo cominciato a far riscaldare un compagno, temendo che potesse accadere il peggio. Al tempo stesso confidavo nella bravura e nell'esperienza di Rocchi. Pensavo che l'arbitro internazionale facesse capire a Rispoli di stare calmo. Invece sono trascorsi pochi minuti, e Rocchi lo ha cacciato.
E il Vicenza?
Una compagine ostica e quadrata. Comunque, nonostante la superiorità numerica, è rimastanella propria metà campo. Abbiamo schiacciato i veneti, giocando fino all'ultimo.
Nella ripresa ha un paio di volte il rigore.
Su Possanzini (prima) e De Maio (nel finale) ho avuto l'impressione di contatti dubbi. A ripensarci, non so se ci fossero gli estremi per concedere la massima punizione.
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