Tutti «giocano» per il Brescia E la caduta per ora è indolore
LA SITUAZIONE. Sospiro di sollievo per i biancazzurri dopo la sconfitta nell'anticipo di venerdì sera con il VicenzaLa zona promozione diretta rimane alla portata ma c'è il rischio che si allontani a quattro punti se domani sera il Grosseto batterà il Mantova
Il campionato di serie B è direttamente proporzionale alle bizze del tempo: le prime della classe sono in picchiata come le temperature di questa pazzerella prima metà di marzo, ancora sotto zero e con la neve in pianura.
Tutte «giocano» per il Brescia, tutte contribuisono a rendere indolore la caduta di venerdì sera a Vicenza. E il grande gelo del post anticipo si è parzialmente sciolto vedendo non solo i risultati delle dirette concorrenti, ma soprattutto il modo in cui vengono presi certi gol.
Il Lecce con il Cittadella era incapace di opporsi agli sguscianti Ardemagni, Bellazzini e Iunco. Il Torino, che pareva in ripresa, ha preso due reti più che evitabili contro l'Ancona, fresca di raddoppio di penalizzazione in classifica (da -1 a -2) e che, senza handicap, sarebbe al secondo posto in solitudine. Per non parlare della difesa del Sassuolo, sorpresa da una verticalizzazione nemmeno troppo ficcante e dallo scatto vincente di Antenucci.
RIPENSANDO al colpo di testa di Martinelli, che al «Menti» ha condannato i biancazzurri alla sconfitta, alla fine non c'è da arrabbiarsi troppo, se non per le conseguenze di quella distrazione.
Si è parlato di caduta indolore, ma solo per ora. Se domani sera batterà in casa il Mantova nel primo dei due posticipi (il secondo è Albinoleffe-Triestina), il Grosseto aggancerà in vetta il Lecce a quota 49. E la zona promozione diretta per il Brescia sarà lontana 4 punti. Martedì sera, poi, Cesena e Sassuolo completeranno con gli ultimi 16 minuti, più recupero, l'anticipo della settima di ritorno sospeso venerdì 5 per la neve. Si riparte dallo 0-0. In caso di parità, entrambe salirebbero a quota 46 e il Brescia scivolerebbe al quinto posto, a pari merito con l'Ancona. Se dallo spezzone del «Manuzzi» dovesse uscire un vincitore, il Brescia sarebbe quarto. In piena zona play-off, con un distacco non incolmabile dalla promozione diretta e 12 giornate ancora da giocare.
DUNQUE, è andata nettamente meglio del previsto. La mediocrità di questo campionato tiene in testa una squadra, il Lecce, che nelle ultime 5 giornate ha conquistato solo 4 punti e che ha solanto la nona difesa del campionato con 34 reti al passivo. Come il Brescia.
Il mercato di gennaio ha sicuramente migliorato la rosa a disposizione di Iachini, anche se finora l'unico acquisto che ha avuto una resa palpabile è stato Budel: Cordova non si è ancora espresso per le sue qualità, Hetemaj (una ventina di minuti giocati) è ospite fisso della panchina, Manzoni e Saumel dell'infermeria e in distinta non si sono manco visti.
La preoccupazione, semmai, è il parallelo con il girone di andata. La vittoria col Sassuolo in settembre fu l'ultimo squillo prima di un lungo periodo di crisi, iniziato con le sconfitte contro Grosseto e Vicenza. Si sa bene quanto tempo ha impiegato il Brescia a ritrovare la rotta. La situazione adesso è diversa, la squadra è viva. Ma sabato con il Gallipoli bisogna tornare a correre per evitare corsi e ricorsi.
Vincenzo Corbetta
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