Iachini e il Brescia, il volo
e l'euforia «Ora siamo pronti»
IL TECNICO. Sabato a Modena uno snodo cruciale della stagione «Pochissimi avrebbero scommesso su una rimonta così straordinaria Adesso stiamo toccando un sogno e mi aspetto che i tifosi siano vicini»
Se il Brescia batterà il Modena e se il Lecce non si accontenterà di un punto con il Cesena, sabato sera non ci sarà ancora la sicurezza della matematica, ma la serie A sarà nelle tasche del Brescia se non ancora in cassaforte. Intanto è iniziato il conto alla rovescia. Cinque giorni di attesa nella settimana più lunga del campionato: «Una settimana importante - e questa volta anche la prudenza di Beppe Iachini un po' si incrina -, una partita importante che va affrontata nel modo giusto per portare a casa più punti possibile. Una tappa fondamentale verso la promozione. Non pretendo che si giochi in casa, ma spero che molti tifosi ci seguano in questa trasferta. Mai come in questo momento abbiamo bisogno di loro. I ragazzi stanno toccando con la mano un sogno. Pochi mesi fa pochissimi avrebbero scommesso su una rimonta così straordinaria».
E IL BRESCIA di oggi è figlio, per fortuna, del tutto illegittimo del Brescia delle ultime stagioni. Diverso nelle gambe, e il lavoro di Iachini si vede a occhio nudo, e diverso nella testa. Forse questa è stata la vera impresa: «Oggi il Brescia è una squadra - spiega Iachini - che possiede una precisa identità tattica che la porta ad essere sempre padrona della partite. Non è poco. Quando dicevo che non avevo la bacchetta magica, mi prendevate in giro. Era solo una constatazione di quello che vedevo. Ho trovato un gruppo che aveva bisogno di risollevarsi. E non solo nelle gambe. Ragazzi abbattuti e sfiduciati. Non pienamente convinti di possedere grandi potenzialità e non convinti di potere disputare un campionato di un certo tipo. Giorno dopo giorno - continua l'allenatore - si è lavorato per far capire quanto fosse importante credere in quello che si stava facendo. Sono stati bravi a crederci, adesso però devono aprire le ali e continuare a volare con le ali dell'entusiasmo». Purchè non si faccia la fine di Icaro...«La squadra - garantisce Iachini - è pronta per volare e lo ha dimostrato nelle ultime settimane».
ANCHE UNA SQUADRA da «Libro Cuore». Dopo il gol Rispoli, pur essendosi appiattito il fondo schiena per la lunga permanenza in panchina, ha messo le braccia al collo al suo allenatore. Lo stesso trattamento ha ricevuto Maifredi da Caracciolo e l'Airone ha spiegato il calore di quell'abbraccio con l'importanza che l'omone di Lograto ha all'interno dello spogliatoio: «Ma Andrea - precisa Iachini -, dopo avere abbracciato Maifredi, è venuto ad abbracciare me. Rispoli? Mi sembra che in questi mesi le mie scelte abbiano dimostrato che non ci sono undici titolari».
Sempre da Cuore: si fosse giocata l'ultima e decisiva partita di campionato, Zambelli avrebbe stretto i denti pur di esserci: «Il rischio non c'entra - puntualizza Iachini -. Zambelli non era in grado di giocare. Non sarebbe stato comunque in campo, anche se fossimo stati all'ultima giornata, perchè in settimana non si è mai allenato e perchè le indicazioni dello staff medico inducevano a non utilizzarlo. Oggi è troppo presto per dire se ci sarà a Modena. Navighiamo a vista, continuando a lavorare».
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