Attacco «ok», mediana da rivedere

L'ANALISI. Il mercato appena concluso ha completato la rosa del Brescia in quasi tutti i reparti
La partita di Parma ha evidenziato la mancanza di un incontrista vero
02/09/2010
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Il consulente tecnico biancazzurro Gigi Maifredi si tiene stretto Francesco Bega: scongiurata la partenza

STORO (Trento)
«La squadra è questa. Adesso bisogna rimboccarsi le manichine e pedalare». Chiara la filosofia di Beppe Iachini: il mercato è finito, non si cambia più fino a gennaio, salvo ricorso a qualche giocatore senza contratto. Il Brescia uscito dalla sessione conclusa alle ore 19 di martedì è una squadra completa nel reparto portieri e in attacco, con un'affascinante incognita in difesa di nome Zebina e un buco a centrocampo.
IL LAVORO della società, condotto da Gianluca Nani, non ha portato quel mediano che serviva per proteggere al meglio la difesa. Un giocatore alla De Paola o alla Bisoli, tanto per citare due esempi illustri del passato, uno che sta davanti alla retroguardia. Iachini ha a disposizione due registi: Budel ha geometrie mai banali, Cordova è più imprevedibile e sui piazzati può essere un'arma in più. Ma entrambi hanno il passo lento. Più dinamici Vass, l'ungherese decisivo nella fase finale della scorsa stagione, e Baiocco, che però non ha la carta d'identità dalla sua parte (ha 35 anni). Manca quell'elemento di raccordo, tatticamente sapiente e mai domo, capace di farsi trovare al punto giusto nel momento giusto nel vivo del gioco, per rompere o rilanciare l'azione.
Per il resto il Brescia ha operato bene. Zebina porta esperienza, può giocare da terzino o da centrale, ma viene da un'operazione al menisco esterno (come Mareco): se sta bene, è un valore aggiunto. Insieme con Bega forma una coppia centrale di esperti (68 anni in due), con lo stesso Mareco, Martinez e Zoboli pronti a subentrare. E senza dimenticare la freschezza di Berardi e De Maio, al debutto in serie A. Sulle fasce Zambelli a destra è una garanzia, Dallamano sulla sinistra ha un'alternativa in Daprela.
In attacco Eder non ha nemmeno 24 anni e quando ha avuto spazio, come a Frosinone e ad Empoli, ha trovato la via della rete con continuità: 47 reti negli ultimi due anni e mezzo.D'accordo che è serie B, ma anche domenica a Parma il brasiliano, quando è entrato, ha dimostrato il proprio valore.
Di Diamanti il Brescia ha sperimentato il valore nella finale play-off di un anno fa, a Livorno: gol, assist, giocate mai fini a se stesse, spettacolari nella loro concretezza. A Parma Diamanti non era in condizione, si sapeva nonostante le dichiarazioni del giocatore («Anche se non sono al cento per cento, ci posso arrivare con altre qualità»). Con Caracciolo per il quale Corioni ha di nuovo resistito a offerte milionarie, e Possanzini, oltre a Feczesin e Taddei, Iachini dispone di un parco-attaccanti di livello.
A QUESTO PUNTO il discorso è tattico. Il 4-3-1-2, sperimentato anche nelle amichevoli e proposto a Parma, è consono ad una squadra come il Brescia che, sono parole dello stesso tecnico biancazzurro, «deve prima di tutto far scoppiare il pallone, avere la mentalità della squadra rognosa: il resto verrà dopo»? Il «primo non prenderle», che al presidente non piace («ma se ci fa vincere, va benone»), riprenderà il sopravvento inducendo Iachini a uno schieramento meno spregiudicato? Un modulo così sbilanciato presuppone il sacrificio di tutti gli attaccanti: bisogna inventare (Diamanti) e concretizzare (Eder, Caracciolo, Possanzini) ma anche dar man forte in copertura. Il mini ritiro a Storo assomiglia non poco al tour de force che Iachini impose a Natale.
In quel periodo di straordinari il Brescia gettò le basi per la promozione in A. L'auspicio è che le montagne del Trentino portino gli stessi benefici.V.C.