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30 settembre 2014

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02.06.2011

Iachini lascia il Brescia
«Non ci sono certezze»

L'ADDIO. Il tecnico della promozione annuncia che non sarà più l'allenatore biancazzurro

«Non c'è un progetto, o almeno io non lo sto vedendo: non si capisce quale tipo di squadra si vuole costruire Ma me ne vado portando con me l'affetto dei tifosi»
GIUSEPPE IACHINI


 Beppe Iachini saluta: non è più l'allenatore del Brescia
Beppe Iachini saluta: non è più l'allenatore del Brescia
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Mancava solo l'annuncio ufficiale. Dalla società non è arrivato annuncio né positivo, né negativo. Ci pensa dunque Beppe Iachini a chiudere un discorso che non si era mai aperto, almeno da parte di Corioni, perché il tecnico marchigiano, non è dato di sapere fino a che punto, ha comunque creduto di poter continuare la sua esperienza a Brescia.
Non ci fosse stata almeno una possibilità, per quanto remota, non si capisce perché alcune settimane fa avrebbe annunciato di doversi incontrare con il presidente dopo il termine del campionato.
INCONTRO MAI AVVENUTO e che non ci sarà nemmeno nei prossimi giorni: «Ho deciso - spiega così adesso Iachini - che è giunto il momento di lasciare Brescia. E non è stata una decisione facile. Non è un mistero che tante cose mi legano a questa città e a questi tifosi, ma non si sono realizzate le condizioni perché rimanessi».
A dirla tutta non si è realizzata nessuna condizione, soprattutto l'avvio di un nuovo corso a livello societario: «Questa era una delle condizioni - conferma Iachini - ma non l'unica. Non c'è stato nessun ingresso in società, non si è ancora deciso niente per quanto riguarda cosa si vuole fare in futuro e che squadra si intende allestire. Se avessi deciso di rimanere, e la gente lo può capire facilmente, sarebbe stato perché c'era l'intenzione di formare un gruppo in grado di tornare subito in serie A. Vincere non è mai facile, ma perlomeno si deve elaborare un progetto che possa avere successo. Oggi non c'è nessun progetto, almeno io non lo vedo. In questo momento non è affatto chiaro cosa intenda fare il Brescia: se un campionato normale o un campionato per vincere. Così ho deciso che è giusto lasciare. Meglio lasciarci adesso da amici che fra una ventina di giorni magari in mezzo alle polemiche».
I maligni potrebbero però pensare che dietro l'uscita allo scoperto di Iachini si nasconda un contratto nuovo di zecca... «E si sbaglierebbero - precisa l'ex tecnico del Brescia -. Non solo non ho nessun contratto in vista, ma nemmeno proposte concrete. E questo è un altro buon motivo per chiudere ora con il Brescia. Per l'affetto e il rispetto che porto verso i tifosi, non vorrei mai che si pensasse che lascio e domani firmerò un nuovo contratto. Non lascio Brescia perché c'è già una panchina pronta. Lascio perché non ci sono le condizioni perché resti».
NELLE CONDIZIONI non hanno avuto probabilmente nessun peso le parole di Filippini e Possanzini: «Antonio ho detto – ricorda Iachini – che non ha giocato perché non è il tipo di giocatore che mi pace. Si sbaglia. Se non mi fosse piaciuto, non vedo perché avrei dovuto chiedere alla società che a 38 anni lo facesse venire a Brescia. Ma è evidente che se ho provato Kone e Hetemaj e in campo si sono comportati bene tanto è vero che oggi hanno richieste, non vedo quali altre soluzioni avrei dovuto adottare. O forse fra i doveri di un allenatore, non c'è anche di valorizzare i giocatori che gli vengono messi a disposizione?».
E poi la delusione di Possanzini. Delusione personale e per non avere visto in campo la squadra che aveva vinto il campionato: «Non avessi fatto giocare Caracciolo - e Iachini risponde a distanza al capitano - che in B è stato il nostro capocannoniere, Eder che aveva fatto molto bene ad Empoli, e Diamanti, voi giornalisti per primi cosa avreste scritto? Avreste scritto che ero impazzito. Possanzini ha giocato a Parma, sapendo però che in rosa c'erano determinati giocatori. Discorso completamente diverso quando sono tornato. A Davide era stato chiesto di rescindere il contratto. Non l'ha fatto e ha vissuto molto male gli ultimi mesi. So cosa si prova in casi del genere».
E sempre i maligni mormorano che Iachini fosse telecomandato dalla società: «Una sciocchezza. Prima del mercato era stato disegnato un certo tipo di squadra. Dal mercato è uscita una squadra diversa e ne ho dovuto tenere conto, ma nessuno mi ha mai detto, nemmeno sottovoce, di fare giocare Tizio piuttosto che Caio. Ma queste sono veramente sciocchezze. Mi resta dentro un grande affetto per Brescia, per la sua gente, per i suoi tifosi e questo mi sembra il momento giusto per salutarli. Mi mancheranno e spero che anch'io mancherò un po' a loro».

Roberto Timpini
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