Corioni-Calzoni, è già rottura
«Ma qualcuno vuole il Brescia?»

IL RETROSCENA. In via di risoluzione il rapporto tra il numero uno biancazzurro e il manager incaricato della cessione. Il presidente stanco di parole e di promesse, il manager di essere messo in discussione. Poche le speranze di ricucitura: dopo l'ennesima divergenza il divorzio ormai imminente
24/02/2012
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Gino Corioni e Ugo Calzoni all'inizio del loro rapporto, iniziato in estate.

La frase di Gino Corioni è rivelatrice: «La vendita della società? Il mandato? Chiedete a Calzoni: attendo novità». Una frase secca, quella rilasciata dal presidente nell'intervista pubblicata ieri da Bresciaoggi e andata in onda su Brescia Punto Tv. E che sottitende una realtà ormai chiara: i rapporti tra il presidente del Brescia e il manager incaricato di trovare acquirenti non sono più idilliaci come un tempo. Tutt'altro. Corioni e Calzoni mai come ora sono vicini alla rottura. C'è chi parla di divorzio probabile, anche se non tutto sembra ancora perduto. Ieri era previsto un incontro in Saniplast, ma è saltato: il presidente ha preferito ancora riprendere un po' di forze dopo l'intervento chirurgico di alcune settimane fa. E non è certo il momento, questo, di parlare di certe questioni. MA IL PROBLEMA è reale. Esiste, quantomeno, dalla sera del 27 dicembre quando Gino Corioni, insieme al figlio Fabio, accolse nella villa di famiglia a Ospitaletto Diego Penocchio, vice presidente bresciano del Parma. Una cena fatta senza dire niente a Calzoni, che si sentì scavalcato e meditò di andarsene. Le feste di fine anno favorirono la riflessione e, passata l'Epifania, il presidente ribadì la difucia nell'operato di Calzoni. Ma Corioni ora vuole vederci chiaro. Ai suoi più stretti collaboratori ha espresso più di una perplessità sull'esito del lavoro del manager camuno: «O mi porta risultati - le sue parole - o è meglio che ognuno vada per la sua strada». Calzoni, va detto, non si è assunto un compito facile. Vendere una società di calcio, soprattutto in un momento del genere, con una crisi economica che dura da anni e ha messo in ginocchio anche le economie dei Paesi più ricchi, non è certo una passeggiata. Diffcile trovare un imprenditore disposto a investire decine di milioni. A Calzoni Corioni riconosce il merito di avere alleggerito la pressione sulla famiglia, sui figli, e di avere dato alla società un modo di operare che non si vedeva da anni: meno sprechi, razionalizzazione delle risorse. Calzoni parlava dello «spirito di Temù», ovvero «il programma di disboscamento che tutti, in estate , hanno accettato». E che ha portato al migliramento dei conti in casa Brescia, che peraltro anche nei momenti di maggiore difficoltà non è mai incorso in penalizzazioni. L'ultima scadenza per il pagamento degli stipendi, nella prima metà di febbraio, è stata rispettata con non pochi giorni d'anticipo. CORIONI, però, è stufo di non vedere i risultati. È stufo di sentir parlare di «settimane decisive». Più volte Corioni ha detto di non conoscere nemmeno chi sono coloro i quali sarebbero interessati al Brescia. E per questo, stanco dell'attesa e di parole non seguite dai fatti, vuole vederci chiaro. Intende vedere quali carte ha realmente in mano Calzoni: gli acquirenti ci sono o no? E se ci sono, che intenzioni hanno?  Il manager camuno, dal canto suo, è stufo di essere messo costantemente in discussione dal Brescia. È stanco di vedere che il suo mandato è ampio solo a parole. E gli ultimi dubbi del presidente gli sono giunti all'orecchio come una nota stonata. Da qui l'esigenza di un chiarmento. Possibilmente definitivo. Corioni, durante la degenza a Bologna, ha messo nero su bianco un piano per garantire al Brescia la continuità se la cessione restasse una chimera: ulteriore valorizzazione del settore giovanile e di una prima squadra competitiva, in grado di lottare per tornare in serie A, ma con una politica gestionale sostenibile. All'orizzonte restano le figure di Antonio Guastoni e di Tommaso Ghirardi. Guastoni è il commercialista di fiducia della famiglia Corioni, il famoso advisor milanese che ha facilitato anche la recente pluri trattativa di mercato con la Sampdoria; il presidente bresciano del Parma un occhio attente sulle vicende biancazzurre lo tiene costantemente  aperto.  

Vincenzo Corbetta

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