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06.02.2013

Lara Gut, stella d'argento che fa risplendere Zone

La svizzera-bresciana Lara Gut: medaglia d'argento nel supergigante

La svizzera-bresciana Lara Gut: medaglia d'argento nel supergigante
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Sul primo podio di Schladming si parla anche un poco bresciano grazie alla svizzera Lara Gut: lei è di Sorengo, paesino del Canton Ticino che conta poco più di 1700 abitanti, ma è per metà bresciana grazie alla mamma Gabriella Almici, originaria di Zone dove tiene ancora casa in via Francesco Almici, a due passi dall'omonimo ristorante. Tanti anni fa suo nonno si trasferì in Svizzera per lavoro e lì Gabriella si sposò con Pauli Gut, insegnante che da qualche anno si è messo in aspettativa proprio per seguire l'attività sportiva della figlia assieme alla moglie: lui manager, lei massaggiatrice. Ma a seguire con partecipazione i risultati di Lara Gut ci sono anche gli abitanti di Zone: ieri nei bar del paese non sono mancati i brindisi di parenti e amici per il terzo argento mondiale. Un argento che brilla molto di più dei due conquistati a Val d'Isere 2009, quando fu pure seconda in supercombinata e in discesa libera davanti a Nadia Fanchini. Costretta a rinunciare alle Olimpiadi di Vancouver 2010 per un infortunio, dopo essere sta due volte quarta a Garmisch Partenkirchen 2011, la svizzera-bresciana Lara Gut ieri ha conquistato il suo terzo podio mondiale, quinto se consideriamo i due argenti collezionati anche ai meeting iridati juniores. NEL MONDIALE austriaco la Gut ha regalato un po' di gioia allo sci bresciano, che fin dall'inizio della sua carriera l'ha praticamente adottata: «Sono ormai abbonata alle madglia d'argento - precisa Lara Gut -. Non riesco proprio a vincere un titolo mondiale, ma sono ancora molto giovane e ho tutto il tempo davanti per riuscirci. Intanto archivio questo terzo podio con soddisfazione perché per lunghi tratti ho sciato davvero bene». Dimenticato il periodo nero, i dissapori con la nazionale elvetica? «L'infortunio è alle spalle, le polemiche con la nazionale pure. Adesso devo solo pensare a sciare al meglio delle possibilità per ottenere altri risultati importanti». Quando è caduta Lindsey Vonn ha rivissuto il suo dramma? «Per certi versi sì. Quando si cade così rovinosamente è difficile rialzarsi con le proprie gambe. Lasciatemelo dire a me che l'ho provato sulla mia pelle». Dopodichè ha una parola di incoraggiamento per Nadia Fanchini: «Nadia è una campionessa e sicuramente tornerà ai vertici dello sci mondiale. Deve solo avere pazienza». MENTRE LARA festeggiava il terzo argento iridato della carriera, a Zone ieri si è brindato, soprattutto vicino al municipio dove abita Paride Almici, cugino di nonno Franco e quindi parente di mamma Gabriella, alla quale è molto legato: lui è un grande appassionato di sci e fino a qualche anno fa collaborava con l'azienda che gestiva gli impianti di risalita a Montecampione, dove ha stretto amicizia con la famiglia Fanchini. Spesso le segue anche all'estero e il suo cuore batte anche per loro e non solo per la cuginetta «Laretta», come la chiama lui. «Il mio sogno è quello di vedere almeno un'altra volta Laretta sul podio insieme a una della sorella Fanchini come quattro anni fa. Se organizzeremo una festa in onore di Laretta? Non lo so. Ne parlerò con il sindaco Marco Antonio Zatti. Intanto brindo alla medaglia d'argento aspettando buone notizie anche sul conto di Elena e Nadia Fanchini».A.MAS.

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