Le false partenze costano carissime

IL TEMA. LA GARA DI GROSSETO HA CONFERMATO CHE IL BRESCIA È VULNERABILE IN UNA DETERMINATA FASE DELLA PARTITA
Nelle ultime 3 partite ben 4 gol dei 5 gol subiti sono arrivati nel primo quarto d'ora di gioco Solo con il Sassuolo la rimonta e il sorpasso
  • 28/09/2009
 
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Michele Arcari, 31 anni: a Grosseto una giornata negativa. FOTOLIVE

Un blocco ai blocchi di partenza che costa carissimo. Chissà se è una questione di mentalità o di antichi e deleteri retaggi; di sfortuna o di inesperienza. Non basterebbero sedute infinite sul lettino dello psicologo per spiegare i motivi dei falsi avvii del Brescia.
Le cifre, innanzitutto: i biancazzurri nelle ultime 3 partite hanno subito 5 gol e ben 4 sono arrivati nel primo quarto d'ora. Nell'ordine: 2 ad Ascoli (Antenucci al 2' e al 14', 2-0 per i marchigiani), uno con il Sassuolo al «Rigamonti» (Zampagna al 5', poi l'aggancio, il sorpasso e il sigillo del Brescia per il 3-1 finale), uno a Grosseto sabato (Pichlmann su rigore al 13', 2-1 per i toscani). Errori propri prima dei meriti altrui ed è il ripetersi continio di determinate circostanze che fa più rabbia in una pretendente alla promozione.
IL BRESCIA 2009-2010 sta raggiungendo il Brescia dell'anno scorso: dei 46 gol subiti in 46 partite, 8 sono arrivati nella fase iniziale. Nel dettaglio, 5 in campionato: De Oliveira a Modena al 13' (3-1 per il Brescia il risultato finale), Zigoni a Treviso dopo 19 secondi (2-3), autorete di Zoboli ad Ascoli al 7' (0-1), Tavano del Livorno al 3' (2-2, il Brescia era in vantaggio per 1-0), Mora del Grosseto al 4' (1-2).
Nei play-off le partenze ad handicap sono diventate una costante: Lodi dell'Empoli al 6' nella semifinale di andata (1-1), Diamanti e Tavano del Livorno al 10' e al 14' nella prima finale al «Rigamonti»: poi Taddei rimontò e fu 2-2.
Altra stagione ma il Brescia non sembra guarito dal blocco ai blocchi di partenza. E non sempre si può parlare di inesperienza. Ad Ascoli, ad esempio, inizialmente non c'era alcun giovane. ma nemmeno si può incolpare un reparto solo, la difesa, come dimostra il primo gol di Ascoli: Luci, regista marchigiano, che avanza indisturbato, nessuno delle punte e dei centrocampisti avversari fa opposizione, lancio lungo verso il centro-sinistra, Martinez preso in mezzo tra Lupoli e Antenucci, che poi segnerà sull'uscita di Arcari, mentre Mareco e Bega a troppi metri di distanza fanno una linea difensiva inutilmente perfetta.
POI IL SASSUOLO. Dopo 5 minuti: malinteso Possanzini-Zambelli a centrocampo, Quadrini pesca Zampagna in posizione sospetta, ma nè De Maio prima nè Rispoli poi (in questo caso si può parlare di inesperienza: entrambi sono under) chiudono. Ma si giocava al «Rigamonti» e nel suo stadio, per quanto brutto e decrepito, il Brescia rimedia spesso anche alle proprie incertezze.
A Grosseto 13 minuti di noia, all'improvviso il clamoroso errore di un singolo, in questo caso Arcari, che prima si lascia sfuggire un debole cross di Turati, poi il fallo su D'Alessandro che ha provocato il rigore trasformato dall'austriaco Pichlmann.
Curiosamente anche gli altri due gol incassati dalla squadra di Cavasin appartengono alla stessa fascia temporale, quella centrale della ripresa, tra il 15' e il 30': Moscardelli del Piacenza ha segnato al 19' su un liscio di De Maio, Job del Grosseto al 25' sfruttando una dormita di Lopez.
Il Brescia, finora, si è fatto male quasi sempre da solo. Il campionato non ha ancora individuato una lepre, quindi c'è ancora il tempo per consolidarsi tra le primissime. Però questo blocco ai blocchi di partenza va rimosso alla svelta. Non si può sempre partire in svantaggio.
Vincenzo Corbetta

Vincenzo Corbetta