giovedì, 24 maggio 2012

Comunità

CAMBIA:

Sondaggio

Attentato a Brindisi contro una scuola. Quale la matrice?

  • Il gesto isolato di un folle
  • Una vendetta
  • La mafia
  • La criminalità organizzata locale
  • Il terrorismo

Il cubo bianco? Per ora piace solo al Comune

I GIUDIZI DEGLI ESPERTI. Tante critiche all'opera in largo Formentone

Non convincono tempi, metodi e giuria del concorso E in molti chiedono «qualcosa di meno invasivo»
26/03/2010
Zoom Foto
Il «cubo bianco» progettato dall’architetto Giuliano Venturelli visto da corsetto Sant’Agata nel rendering (vincente) presentato al concorso

Brescia. Il tema non era di certo facile. Ma il «cubo bianco» ideato da Giuliano Venturelli in sostituzione della pensilina di Lombardi incassa una sonora bocciatura dagli addetti ai lavori. E c'è pure chi accusa il Comune di scarsa trasparenza nella gestione del Concorso di idee che due giorni fa ha decretato la vittoria del giovane architetto bresciano. Se il «vuoto» di largo Formentone deve essere riempito così, quasi sarebbe meglio lasciarlo vuoto, obiettano. Ma il dibattito che finora è mancato, è appena agli inizi.
CLAUDIO BUIZZA, architetto e già consigliere comunale Pd nella Giunta Corsini, ammette che il tema era difficilissimo e «non a caso quello spazio è rimasto vuoto per 50 anni». La pensilina progettata dall'architetto Lombardi «non aveva enormi pretese - osserva - ma certamente non creava imbarazzi, e chi si è scagliato contro, oggi si deve ricredere». Per Buizza la questione è stata affrontata male dall'inizio, e i risultati non potevano essere migliori. «Un tema così difficile avrebbe meritato una giuria di altissimo livello - dice - e una partecipazione di altrettanto alto livello. Temi così complessi richiedono inviti selezionati, invece ho letto i nomi dei primi nove e non mi risulta che abbiano firmato qualcosa di significativo». Quanto alla proposta di Venturelli, «mi riservo un giudizio più meditato, ma la prima impressione è di un oggetto molto molto invasivo, appariscente e poco discreto». Anzi, «mi sorprende che quanti hanno attaccato la pensilina - aggiunge - dicano che va bene quell'oggetto bianco». Ma tant'è, per Buizza si tratta di un'operazione «intrisa di ideologia, contro l'opera firmata dall'architetto Lombardi e contro l'amministrazione che l'ha voluta».
L'EX CONSIGLIERE comunale in quell'amministrazione ha avuto parte, ma l'architetto Guido Dallamano no, e il suo giudizio se possibile è ancora più pesante, anche per il metodo utilizzato, che ritiene di «scarsa trasparenza». Lui ha sempre pensato che la pensilina andasse comunque sostituita, ma «non con un tipo di intervento del genere». Alla prima sensazione, e osservando le foto pubblicate, «non rispetta i dettami del concorso, che parlava di vuoti al piano terra per adeguarsi agli edifici circostanti». E poi «non ritengo il marmo di Botticino un materiale adatto a Brescia, è tanto bianco che messo tra il giallo dell'800 diventa un corpo estraneo - aggiunge -. Ci sono grandi superfici vetrate, ma su via San Faustino è chiuso e dà un effetto di ostilità».
TUTTAVIA il problema vero, per Dallamano, è il modo in cui è stato gestito il concorso. «Mi ha stupito che non gli sia stata data nessuna pubblicità, che l'assegnazione dei premi non sia stata condivisa con la popolazione e di punto in bianco sia stato annunciato un vincitore senza aprire al pubblico i lavori di selezione». Insomma, «una procedura di cui si può dire tutto tranne che sia trasparente».
I membri della giuria «saranno stati tutti corretti - sottolinea Dallamano -, ma avrebbero dovuto rendere pubbliche tutte le sedute in cui hanno valutato e scelto i vincitori. Far le cose di nascosto non lascia una bella impressione, anche perchè studi di architettura ci hanno perso tempo e denaro». Inoltre: «Un'impresa del genere non si doveva affidare a una giuria composta per metà da dipendenti comunali - sottolinea -, avrebbe richiesto nomi come Fuksas, Botta, Gregotti, e allora anche i partecipanti sarebbero stati diversi». E proprio la giuria lascia perplesso pure l'ex presidente dell'Api Flavio Pasotti, sempre attento alle questioni urbanistiche cittadine.
SULL'IDEA di Venturelli per ora Pasotti non si esprime direttamente, tuttavia «sarebbe stato meglio che in giuria avessero messo un filosofo - dice -. Qualcuno che avesse saputo vedere più in là del semplice aspetto architettonico avrebbe dato un segno più ricco e consono a quello spazio vuoto». Ne parla Vasco Frati, ex assessore alla Cultura e memoria «storica» della città. «Che la pensilina piacesse o no, era un simbolo e aveva senso - dice -, una costruzione che non si inserisce nell'ambiente è un pugno nell'occhio». Di una sala di lettura per gli universitari ci sarà bisogno, tuttavia «non si può collocare al primo posto libero e con tante superfici vetrate che disturbano». Anzi, «l'idea stessa di farla lì è sbagliata - aggiunge Frati -, le strutture per studenti vanno messe nelle sedi universitarie, altrimenti sarebbe come spostare la biblioteca d'arte dai Civici musei in periferia». Ma anche questa è «un'assurdità che qualcuno ha in mente».
POLLICE VERSO viene pure dalla ex presidente del Consiglio comunale Laura Castelletti. Di fronte alla proposta di Venturelli, «che facciano un passo avanti quanti hanno criticato l'onesta pensilina di Lombardi - scandisce - e ci dicano perchè questa va bene». Tra l'altro, «modifica fortemente l'allineamento di via San Faustino - aggiunge - e trasmette un senso di pesantezza e gravità che certamente oggi non c'è», fino a «togliere respiro anche all'ex Oviesse acquisita per ridare fiato alla zona». Bocciatura su tutti i fronti, dunque. L'ex Sovrintendente Ruggero Boschi, poi, non trova neanche motivo per riempire i vuoti urbani; «Già avevo visto malamente la pensilina di Lombardi sproporzionata in altezza e larghezza, ma non voleva riempire il volume e aveva un senso affianco alla Loggia», osserva. E poi, «una città è fatta di pieni e vuoti che abbiamo ereditato dalla storia, e vanno rispettati». Di quella pensilina il gallerista Massimo Minini è stato sempre un fautore, e continua a ripetere che «sta bene dov'è, a lato della Loggia». Il palazzo della città viene dalla tradizione dei luoghi «coperti, aperti e inutili - precisa Minini - e in parte deve avere un segno tollerabile come la pensilina, con la sua inutilità e la sua altezza che la rende quasi un disegno immateriale nell'aria». Quanto all'opera di Venturelli, «non do un giudizio negativo del giovane architetto - dice Minini - ma quel buco è frutto di demolizioni storiche e lo lascerei vuoto, anche come una pausa nella furia edilizia che da troppo tempo assale la nostra città». Per ultimo, l'architetto Giorgio Goffi davanti all'immagine della proposta Venturelli storce il naso e confessa che avrebbe scelto il terzo classificato. «Il vincitore - dice - ha puntato su stilemi alla moda seguiti da parte dell'architettura contemporanea che si impongono senza cercare una relazione con il costruito». Ma «non sono i miei».

Mimmo Varone




commenti - 10

  • 01
pagine
2
di
15
7 asinodoro5 26/03/2010 13:56 5 commenti

QUESTI SONO I PREGIUDIZI..........................DOPO VENGONO I GIUDIZI. La pensilina di Piazza Rovetta (di Massimo Minini) La Pensilina di Piazza Rovetta a Brescia trasloca, come promesso, per presunta incongruenza con il contesto. «Non assomiglia a niente di quello che le sta attorno». Sembra una condanna, ma da altri punti di vista potrebbe essere il suo pregio maggiore. Come forse qualcuno ricorda sono stato uno dei difensori (non molti in verità) della pensilina, questa loggia coperta, questo luogo inutile, questa pausa nella furia edilizia. Pensilina suona un poco peggiorativo, un po’ riduttivo. Sa di stazione, di treni, di pendolari in attesa del convoglio in ritardo. E in effetti messa lì senza una idea di utilizzo – anchesimbolico – è diventata rifugio di immigrati, ospite di bancarelle etniche, luogo ove scambiare biancheria invece che idee. Ma uno spazio aperto e coperto in altri tempi veniva destinato agli incontri, ad esposizioni di sculture (si pensi alla loggia dei Lanzi). Certo ci vogliono scultori e sculture e non c’è sempre un Donatello a portata di mano… La Pensilina è stata costruita da un bravo architetto – Giorgio Lombardi – e questo eventuale, ma ormai certo spostamento gli renderà torto. Sono stato uno dei pochi che ha indicato questo pezzo d’architettura come una delle cose belle del dopoguerra. Bella proprio perché inutile, bella come un disegno nell’aria, con quella sua altezzza da giraffa, uno dei capi d’accusa. Bella perché non funzionale a qualcosa, come deve essere un’opera d’arte. Immaginate cosa sarà la prossima costruzione? Ma chi se la sentirà di costruire di fianco ed al cospetto di Jacopo Sansovino? Voglio proprio vedere. Avremo un edificio per uffici? per una scuola? Perlettura o biblioteca? Ora si parla di concorso e gli architetti sono ovviamente interessati. Anche se statisticamente sanno bene che i concorsi si vincono e non si portano a termine. Pare che la Soprintendenza sia favorevole allo smontaggio ed allontanamento. Ma si rende conto, caro Rinaldi, che il futuro manufatto sarà uno schiaffo allaLoggia? La Pensilina, se non altro, era – è – un lieve segno, non violento, aperto, disponibile, delicato. Il prossimo sarà chiuso, definito, con dei bei serramenti? Con grandi vetri moderni? Con lastre di marmo e borchie come usa oggi? Si abbatte questa costruzione perché fatta dalla precedente amministrazione? Spero di no. Altrimenti dopo la guerra avremmo dovuto abbattere Piazza Vittoria; dopo Traiano la Colonna e via abbattendo. Anche l’Inarc non ha niente da dire su questo spostamento? Certo concorso uguale pagnotta e che vinca il migliore. Poi sappiamo come vanno i concorsi, quasi sempre pilotati, ma voglio proprio vedere cosa salterà fuori da questo fa-e-disfa. Tanto si paga con soldi pubblici, di tutti e quindi di nessuno. Pare che non ci sia nemmeno questa gran crisi, a giudicare da come si spende. L’idea dell’Assessore Vilardi per un Urban Center – nel Crociera – integrato dal mio precedente consiglio di unirlo ad una galleria d’arte pubblica, per accorpare arte ed architettura, diventa sempre più di urgente attuazione. I due momenti non vanno scissi ma saldamente fondati. Arte ed Architettura vanno di pari passo e non possono essere disgiunte nel pensare la città futura. Chiedo che sulla Pensilina si rifletta ancora. Prima di un eventuale spostamento deve essere chiaro cosa vogliamo. Quale altro edificio, con quale forma, per quale utilizzo. Ma io voto comunque per questo edificio inutile, una pausa nel vortice edilizio che, complici duemila architetti e mille costruttori, sta coprendo Brescia –città e provincia – a tappeto. La pensilina è intelligente perché non si vede, perché non serve, perché non è funzionale ad un sistema. Mi piacerebbe farci un rave party dell’architettura là sotto, per porre il problema. Ma tutti hanno paura di una denuncia per occupazione del suolo pubblico. Nel’68 lo avremmo fatto. Oggi puntiamo su un concorso per coprire gli ultimi metriquadri disponibili.

pagine
2
di
15
  • 01

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.
PUBBLICITA'