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Il cubo bianco? Per ora piace solo al Comune
I GIUDIZI DEGLI ESPERTI. Tante critiche all'opera in largo FormentoneNon convincono tempi, metodi e giuria del concorso E in molti chiedono «qualcosa di meno invasivo»
Brescia. Il tema non era di certo facile. Ma il «cubo bianco» ideato da Giuliano Venturelli in sostituzione della pensilina di Lombardi incassa una sonora bocciatura dagli addetti ai lavori. E c'è pure chi accusa il Comune di scarsa trasparenza nella gestione del Concorso di idee che due giorni fa ha decretato la vittoria del giovane architetto bresciano. Se il «vuoto» di largo Formentone deve essere riempito così, quasi sarebbe meglio lasciarlo vuoto, obiettano. Ma il dibattito che finora è mancato, è appena agli inizi.
CLAUDIO BUIZZA, architetto e già consigliere comunale Pd nella Giunta Corsini, ammette che il tema era difficilissimo e «non a caso quello spazio è rimasto vuoto per 50 anni». La pensilina progettata dall'architetto Lombardi «non aveva enormi pretese - osserva - ma certamente non creava imbarazzi, e chi si è scagliato contro, oggi si deve ricredere». Per Buizza la questione è stata affrontata male dall'inizio, e i risultati non potevano essere migliori. «Un tema così difficile avrebbe meritato una giuria di altissimo livello - dice - e una partecipazione di altrettanto alto livello. Temi così complessi richiedono inviti selezionati, invece ho letto i nomi dei primi nove e non mi risulta che abbiano firmato qualcosa di significativo». Quanto alla proposta di Venturelli, «mi riservo un giudizio più meditato, ma la prima impressione è di un oggetto molto molto invasivo, appariscente e poco discreto». Anzi, «mi sorprende che quanti hanno attaccato la pensilina - aggiunge - dicano che va bene quell'oggetto bianco». Ma tant'è, per Buizza si tratta di un'operazione «intrisa di ideologia, contro l'opera firmata dall'architetto Lombardi e contro l'amministrazione che l'ha voluta».
L'EX CONSIGLIERE comunale in quell'amministrazione ha avuto parte, ma l'architetto Guido Dallamano no, e il suo giudizio se possibile è ancora più pesante, anche per il metodo utilizzato, che ritiene di «scarsa trasparenza». Lui ha sempre pensato che la pensilina andasse comunque sostituita, ma «non con un tipo di intervento del genere». Alla prima sensazione, e osservando le foto pubblicate, «non rispetta i dettami del concorso, che parlava di vuoti al piano terra per adeguarsi agli edifici circostanti». E poi «non ritengo il marmo di Botticino un materiale adatto a Brescia, è tanto bianco che messo tra il giallo dell'800 diventa un corpo estraneo - aggiunge -. Ci sono grandi superfici vetrate, ma su via San Faustino è chiuso e dà un effetto di ostilità».
TUTTAVIA il problema vero, per Dallamano, è il modo in cui è stato gestito il concorso. «Mi ha stupito che non gli sia stata data nessuna pubblicità, che l'assegnazione dei premi non sia stata condivisa con la popolazione e di punto in bianco sia stato annunciato un vincitore senza aprire al pubblico i lavori di selezione». Insomma, «una procedura di cui si può dire tutto tranne che sia trasparente».
I membri della giuria «saranno stati tutti corretti - sottolinea Dallamano -, ma avrebbero dovuto rendere pubbliche tutte le sedute in cui hanno valutato e scelto i vincitori. Far le cose di nascosto non lascia una bella impressione, anche perchè studi di architettura ci hanno perso tempo e denaro». Inoltre: «Un'impresa del genere non si doveva affidare a una giuria composta per metà da dipendenti comunali - sottolinea -, avrebbe richiesto nomi come Fuksas, Botta, Gregotti, e allora anche i partecipanti sarebbero stati diversi». E proprio la giuria lascia perplesso pure l'ex presidente dell'Api Flavio Pasotti, sempre attento alle questioni urbanistiche cittadine.
SULL'IDEA di Venturelli per ora Pasotti non si esprime direttamente, tuttavia «sarebbe stato meglio che in giuria avessero messo un filosofo - dice -. Qualcuno che avesse saputo vedere più in là del semplice aspetto architettonico avrebbe dato un segno più ricco e consono a quello spazio vuoto». Ne parla Vasco Frati, ex assessore alla Cultura e memoria «storica» della città. «Che la pensilina piacesse o no, era un simbolo e aveva senso - dice -, una costruzione che non si inserisce nell'ambiente è un pugno nell'occhio». Di una sala di lettura per gli universitari ci sarà bisogno, tuttavia «non si può collocare al primo posto libero e con tante superfici vetrate che disturbano». Anzi, «l'idea stessa di farla lì è sbagliata - aggiunge Frati -, le strutture per studenti vanno messe nelle sedi universitarie, altrimenti sarebbe come spostare la biblioteca d'arte dai Civici musei in periferia». Ma anche questa è «un'assurdità che qualcuno ha in mente».
POLLICE VERSO viene pure dalla ex presidente del Consiglio comunale Laura Castelletti. Di fronte alla proposta di Venturelli, «che facciano un passo avanti quanti hanno criticato l'onesta pensilina di Lombardi - scandisce - e ci dicano perchè questa va bene». Tra l'altro, «modifica fortemente l'allineamento di via San Faustino - aggiunge - e trasmette un senso di pesantezza e gravità che certamente oggi non c'è», fino a «togliere respiro anche all'ex Oviesse acquisita per ridare fiato alla zona». Bocciatura su tutti i fronti, dunque. L'ex Sovrintendente Ruggero Boschi, poi, non trova neanche motivo per riempire i vuoti urbani; «Già avevo visto malamente la pensilina di Lombardi sproporzionata in altezza e larghezza, ma non voleva riempire il volume e aveva un senso affianco alla Loggia», osserva. E poi, «una città è fatta di pieni e vuoti che abbiamo ereditato dalla storia, e vanno rispettati». Di quella pensilina il gallerista Massimo Minini è stato sempre un fautore, e continua a ripetere che «sta bene dov'è, a lato della Loggia». Il palazzo della città viene dalla tradizione dei luoghi «coperti, aperti e inutili - precisa Minini - e in parte deve avere un segno tollerabile come la pensilina, con la sua inutilità e la sua altezza che la rende quasi un disegno immateriale nell'aria». Quanto all'opera di Venturelli, «non do un giudizio negativo del giovane architetto - dice Minini - ma quel buco è frutto di demolizioni storiche e lo lascerei vuoto, anche come una pausa nella furia edilizia che da troppo tempo assale la nostra città». Per ultimo, l'architetto Giorgio Goffi davanti all'immagine della proposta Venturelli storce il naso e confessa che avrebbe scelto il terzo classificato. «Il vincitore - dice - ha puntato su stilemi alla moda seguiti da parte dell'architettura contemporanea che si impongono senza cercare una relazione con il costruito». Ma «non sono i miei».
Mimmo Varone
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1 urzoman 29/03/2010 21:21 1 commenti
Qualcuno sa dove sono stati pubblicati gli altri progetti? Per avere un idea delle altre proposte. A mio parere dovrebbero selezionare le tre opere migliori i giudici, e fare votare i cittadini per la vincente tra le tre :)