I caccia-bracconieri nel mirino della Lega

COLLIO. Governo e Regione destinatari di due interrogazioni. Ma il ministro alle Politiche Agricole la pensa in modo diverso: «Quelle squadre sono strategiche»
Scatta una petizione per chiedere lo stop ai pattugliamenti del Noa «Innescano tensioni fra i residenti sono anche uno spreco di risorse» DAVIDE CAPARINI
23/10/2011
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I rappresentanti della Lega Nord davanti al gazebo allestito ieri in piazza Zanardelli a Collio

Ad ogni autunno, il dibattito si infiamma. Le fasce più «ortodosse» delle comunità delle valli bresciane considerano le missioni del Nucleo operativo antibracconaggio del Corpo Forestale un'ingerenza alla libertà di coltivare una pratica, quella dell'uccellagione, ritenuta - a torto o a ragione - un'espressione della tradizione locale e non un reato. A guidare la mobilitazione per chiedere al Governo l'annullamento delle spedizioni periodiche del Noa è ancora una volta la Lega Nord che ha promosso una petizione popolare. La raccolta di firme è scattata ieri in piazza Zanardelli a Collio. Una scelta non casuale, considerato che proprio in Valtrompia si è concentrata l'operazione Pettirosso che ha portato complessivamente alla denuncia di 36 bracconieri. Testimonial della petizione già sottoscritta da 80 persone, i vertici del Carroccio.
Dal gazebo allestito davanti al municipio si sono alternati il neosegretario provinciale della Lega Fabio Rolfi, il responsabile della circoscrizione Matteo Micheli e il portavoce della sezione di Collio Simone Tanghetti. Ad innalzare il peso specifico politico dell'iniziativa la presenza dei consiglieri regionali Alessandro Marelli e Pier Luigi Toscani e il parlamentare Davide Caparini, che sul tema ha presentato un'interrogazione al ministero delle Politiche agricole da cui dipende appunto il Noa.
L'iniziativa del deputato della Lega Nord non contesta tanto la legittimità della presenza del Noa, quanto la circostanza che «le guardie forestali vengano fiancheggiate con procedure irrituali e discutibili da gruppi di volontari, anche stranieri, che si rogano il diritto di svolgere attività demandate alle forze dell'ordine». Per Marelli, firmatario di un'interrogazione in Regione, c'è anche un problema di sperpero di risorse pubbliche.
«NON C'È BISOGNO del Noa - spiega - in zone già presidiate dai forestali dei distaccamenti bresciani e dagli agenti di Polizia provinciale e locale. La campagna anti-bracconaggio costa 50 mila euro al mese. Sarebbe più opportuno investire questo denaro in attività prioritarie del corpo forestale locale». L'ultima stoccata della Lega è riservata ai presunti «comportamenti vessatori e inquisitori degli agenti del Noa verso la popolazione locale».
Rolfi ha infine annunciato che la campagna a sostegno della petizione verrà estesa a tutte le valli bresciane.
Le argomentazioni del Carroccio e di parte della popolazione delle valli bresciane sembrano tuttavia lontane anni luce dalle valutazioni del Governo. In occasione delle recenti celebrazioni per i 189 anni dell'istituzione del Corpo Forestale, il ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano ha affermato come anche il «Noa sia un presidio strategico nella difesa della natura e dei tesori ambientali della comunità».
Ma c'è di più: l'ingresso permanente del Corpo Forestale nell'organico delle sezioni di polizia giudiziaria delle procure stabilito dalla legge 3 febbraio 2011, porterà in teoria a un giro di vite nei confronti dei reati come il bracconaggio e l'uccellagione.

Edmondo Bertussi