Quell'antivirus gratuito in realtà era una truffa

SU INTERNET. Seicento bresciani firmano un contratto senza saperlo
Bersagliati dalla richiesta di versare più di cento euro a www.italia-programmi.net hanno sporto denuncia
06/01/2012
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Le denunce sono state presentate alla polizia postale

Cercavano un antivirus gratuito per evitare di finire nella rete delle truffe informatiche. Invece seicento utenti informatici bresciani sono finiti nella rete tesa da una società con sede alle Seychelles, che da mesi invia alle loro caselle di posta elettronica una mail con allegata la richiesta di versare 104,50 euro per un abbonamento che gli utenti non avrebbero mai sottoscritto.
Secondo le denunce presentate negli uffici della Polizia postale di Brescia guidata da Sara Scola, digitando sul motore di ricerca Google il nome di un determinato software, in particolare l'antivirus Avira, accompagnato dalle parole gratis o gratuito o free, appariva come primo risultato il link www.italia-programmi.net.Selezionando il link, il consumatore era indirizzato a un sito in cui - sotto la dicitura «Scaricalo subito» - era richiesto di fornire dati personali utili alla registrazione.
Una volta inseriti i propri dati, il consumatore sottoscriveva sostanzialmente a sua insaputa un contratto biennale con la società Estesa Ltd, con sede nella Repubblica delle Seychelles, per la fornitura di software al costo annuale di 96 euro (cui andavano aggiunti 8,50 euro di spese per l'invio telematico del sollecito), da pagare anticipatamente una volta l'anno mediante un bonifico su un conto bancario riportando come causale il numero della fattura spedita via mail. La pagina di registrazione, è stato poi appurato, riportava i termini dell'abbonamento con un'evidenza grafica non sufficiente a una loro immediata percezione. In sostanza, il consumatore era indotto a credere che si trattasse di un servizio gratuito con cui poteva scaricare un discreto numero di software senza pagare alcuna licenza.
DOPODICHÉ, con lo stesso modus operandi utilizzato un anno fa da Easydownload, decorso il tempo per il recesso la società Estesa Ltd iniziava a sollecitare i pagamenti e a minacciare azioni legali in caso di mancato adempimento. Questi solleciti risulterebbero anche inviati a consumatori che hanno esercitato, nei termini e secondo le modalità previste, il diritto di recesso.
Ma non finisce qui: in alcuni casi i solleciti, arrivati complessivamente a più di 25 mila italiani, finivano nella posta elettronica di persone che mai si erano imbattute in quel sito Internet.
LA «PATATA bollente» è finita così nelle mani dell'Antitrust, che l'altro giorno ha portato a termine la sua istruttoria e ha multato il sito «Italia-programmi.net» per una cifra pari a milione e mezzo di euro, trasmettendo il provvedimento alla Procura della Repubblica. Ma la Procura a sua volta potrebbe assesstare un colpo più duro con il sequestro del sito, come è stato chiesto dall'Associazione per i diritti dei consumatori e degli utenti, che ha inviato esposti alle varie Procure della Repubblica in tutta Italia.

Daniele Bonetti