Via Milano, cadavere in casa La polizia indaga sulla morte
IL CASO. Il corpo senza vita di Maurizio Mattanza è stato trovato nel suo appartamento poco prima di mezzogiornoTrovato da una vicina ai piedi della scala che conduce al soppalco Secondo gli investigatori potrebbe essere caduto sei giorni fa
Un uomo morto in casa, un cadavere decomposto, una porta socchiusa, abiti da donna nell'armadio. C'era tutto per creare un alone di mistero intorno alla fine di Maurizio Mattanza, trovato ieri, poco prima di mezzogiorno, in un appartamento in fondo a via Milano, dove lo svincolo scende verso la tangenziale che porta a nord. Ma probabilmente la spiegazione è semplice. Probabilmente a uccidere il quarantenne non è stato un assassino misterioso che ha lasciato l'uscio aperto fuggendo o un overdose, ma semplicemente una caduta. L'uomo, il cadavere, era rannicchiato dietro la porta d'ingresso, ai piedi della rampa di scale che conduce al soppalco. Deve essere caduto da lì, magari prima di uscire di casa oppure appena rientrato. La certezza non c'è, la certezza totale, quella al cento per cento, ma è l'incidente domestico l'ipotesi che la polizia accreditava ieri sera. Certo potrebbe essere stato anche spinto giù dalla scala, non lo si può escludere a priori, nè certo lo fa chi indaga. Ma questa è una possibilità che porta lontano e sembra agli investigatori più remota. A chiarire qualcosa in più, servirà l'autopsia, ma ad un esame visivo, cioè alla prima occhiata, del medico legale, non ci sarebbero ferite da arma da taglio o da fuoco. Solo un ematoma sulla nuca, presumibilmente l'esito di una rovinosa caduta e fatale. A TROVARLO è stata una vicina. Non lo vedeva da giorni. Nessuno nella palazzina sapeva più nulla di lui da giorni. Neppure all'agenzia immobiliare che lo stava contattando inutilmente per una questione legata all'affitto. L'agenzia aveva telefonato ai vicini perchè andassero a controllare nell'appartamento. Se non rispondeva al telefono magari era perchè l'aveva perso, ma bussando al suo alloggio magari avrebbe risposto. Però non è stata solo l'insistenza dell'immobiliare a convincere i vicini. Anche il fastidio per l'odore acre e tremendo che veniva dall'appartamento al primo piano. Così la vicina di sopra ha parlato con quella di sotto, e questa s'è fatta coraggio ed è andata a bussare alla sua porta. Il cadavere è stata solo la seconda sorpresa alla quale si è trovata davanti la donna, la prima è la porta non chiusa a chiave ma solo socchiusa. L'ha spinta in avanti con la paura di trovarsi difronte a qualcosa di terribile. Non ha dovuto neppure fare un passo oltre la soglia, le è bastato girare la testa: dietro alla porta c'era il corpo senza vita e ormai gonfio. I vigili del fuoco sono stati i primi, poi sono arrivati gli uomini della Squadra Mobile e della polizia scientifica, che parlano anche del rinvenimento di «probabile sostanza stupefacente». Infine è stato il magistrato di turno, il pm Claudio Pinto a percorrere i breve vialetto che dal cancello arriva all'ingresso comune. Hanno isolato la stanza, interrogato i vicini, controllato a fondo l'appartamento. CHE NON ERA morto da poche ore lo dicevano le condizioni del cadavere, ma anche una cassetta della posta allineata tra altre quattro e stracolma di lettere, bollette, pubblicità. L'hanno svuotata per sapere di più di quell'uomo e magari trovare qualcosa che possa smentire ciò che appare più scontato: l'incidente, la fine accidentale, la caduta dalla scala. Ematoma e posizione del corpo fanno pensare a una fine così. Una caduta che potrebbe essere avvenuta circa sei giorni fa, secondo il medico legale. Anche se i vicini da tempo non lo incontravano, non lo vedevano la mattina allontanarsi in moto e la sera rientrare, come faceva sempre. Da solo, nonostante quegli abiti femminili appesi in un armadio. Morto da circa una settimana per una caduta dalla scala, l'ipotesi resta questa fintanto almeno che non verrà l'autopsia a dire qualcosa di diverso.
Eugenio BarboglioTweet