Brescia, spegnere il fanalino per calare un poker da sogno
LA PARTITA. Al «Rigamonti» arriva la squadra campana, che dopo i risultati di ieri è ultima in classificaContro la Nocerina caccia alla quarta vittoria di fila per ritornare a vedere da vicino la zona play-off Un'arma in più in attacco: torna il bomber Jonathas
I risultati, si sa, sono l'unica medicina. Comprendono tutto: la pratica e l'estetica. E il Brescia, nelle ultime 3 giornate, ha intrapreso la cura giusta. C'è poco da fare. Con i punti in saccoccia, tutto passa. E da quando è arrivato Alessandro Calori, i biancazzurri hanno chiuso la porta e si sono abbonati al successo (3 su 3). Il poker contro la Nocerina, ospite al «Rigamonti» (ore 19), spalancherebbe orizzonti che, a Santa Lucia, non erano nemmeno pensabili. Se battesse i campani, a secco da 10 giornate e da ieri ultimi in classifica per effetto del successo dell'Ascoli sul Gubbio, il Brescia si ritroverebbe con 8 punti di vantaggio sui play-out e con 3 da recuperare sui play-off. SUPERARE LA NOCERINA è possibile, a patto di non cedere alla tentazione di snaturarsi. Cioè di non abiurare al «credo» della rinascita: organizzazione, equilibrio, attenta occupazione del campo per concedere il meno possibile. Che siano gli altri a fare la partita, a predicare bene e a razzolare male, come Cagni la settimana scorsa con il Vicenza. Queste ultime tre vittorie consecutive servono non solo a rendere la classifica meno precaria e più invitante, ma anche per rasserenare un quadro che sereno non è. Dal mercato si attendono sempre i rinforzi richiesti da Calori e che non si devono limitare al pur ottimo Caldirola e dell'ancora misterioso Foti. Mancano 10 giorni alla chiusura del mercato, quella che inizia domani sarà l'ultima settimana intera. Il tempo stringe ed è dimostrato che basta davvero poco per fare il salto di qualità. La notizia più importante della settimana riguarda Gino Corioni. Il presidente, nei giorni scorsi, è stato sottoposto a un intervento in una clinica di Bologna. Venerdì ha ricevuto la visita del direttore sportivo Andrea Iaconi e del consulente tecnico Gigi Maifredi. Conta che Corioni si rimetta e torni a trepidare, battagliero più che mai, per il suo Brescia. E resta sempre aperto il discorso sulla cessione della società. Il manager Ugo Calzoni, che ha il mandato a vendere, continua a lavorare. DI CARNE al fuoco, ce n'è. ma bisogna pensare alla Nocerina e il ricordo va al primo ottobre 1978, seconda giornata della serie B, l'unico precedente al «Rigamonti». Dopo la sconfitta di Lecce al debutto, il Brescia ospita la matricola rossonera. Grop, che di nome fa Oriano e aveva la caratteristica di fare i gol impossibili e di fallire quelli facili facili, sblocca al 24'. All'8' della ripresa il pareggio della Nocerina con Borzoni, ma al 19' ecco Ivan Romanzini: il centrocampista, subentrato dopo 7 minuti all'infortunato Biancardi, su un angolo approfitta di un'uscita a vuoto del portiere Pelosi, e con un destro al volo firma il 2-1. Quell'anno il Brescia arriva ottavo con 39 punti e l'anno successivo, sempre con Gigi Simoni, conquista la serie A. Un Brescia che piace poco agli esteti, ma che alla fine vince. Analogie? Calori, più che ai confronti con il passato, pensa ai dilemmi del presente. Lo schieramento; ancora il 3-5-1-1, con Martina Rini a centrocampo al posto dello squalificato Vass e Jonathas in attacco per l'acciaccato Feczesin? Oppure un ritorno al 4-3-1-2, il modulo del centenario (e gli scongiuri sono d'obbligo), con Foti al fianco di Jonathas ed El Kaddouri trequartista. Calori, però,non si dimentichi della medicina con cui sta facendo guarire il Brescia.
Vincenzo CorbettaTweet