Molgora espulso?
No, va al contrattacco
LE REAZIONI. L'ex sottosegretario che oggi guida la Provincia è stato duramente criticato dai militanti leghisti per essersi opposto con un ricorso ai tagli dei vitalizi. L'indignazione della base padana ha invaso le bacheche di Facebook Caparini: «Una scelta personale». Il presidente risponde con un video
Che la scelta di presentare ricorso contro il taglio dei vitalizi parlamentari potesse sollevare «un vespaio» era prevedibile. Ma che Daniele Molgora, ex sottosegretario all'economia e primo leghista a guidare la Provincia nella storia di Brescia, fosse messo alla gogna dai suoi «compagni di partito» e militanti non era cosa scontata. Molgora, attento amministratore e fervido sosteniture dei «bilanci sani», ha invece aperto la strada a decine di ex colleghi che vorrebbero il vitalizio a 50 anni, dimenticando per un attimo che il Carroccio ha sempre sostenuto la battaglia «contro Roma ladrona» e i privilegi della politica. Così la rivolta è partita da Facebook per arrivare fino ai banchi del parlamento, sugli stessi scranni del gruppo che poche settimane fa Umberto Bossi gli aveva proposto di guidare subentrando al dimissionario Reguzzoni. Ma, mentre sul web i militanti si sono limitati a «rinnegare» il loro Presidente, la coltellata più dura è arrivata da chi è stato eletto nello stesso collegio. E' stato l'onorevole Davide Caparini a sciabolare contro Molgora, mutuando un comunicato del capogruppo Dozzo. Poche righe, mandate ai giornali e pubblicate sul web, in cui non si nomina mai il Presidente, ma si lascia intendere una «possibile espulsione» che arriverà direttamente da via Bellerio. «La scelta di un deputato del Gruppo della Lega Nord, e sottolineo uno solo, di fare ricorso contro la riforma dei vitalizi, è del tutto personale e, eventualmente, sarà vagliata dagli organi di partito». Con queste parole, peraltro identiche a quelle mandate alle agenzie dal Capogruppo alla Camera, Caparini affonda il colpo e attacca Molgora per aver presentato ricorso contro il giro di vite sulle pensioni dei parlamentari. Non solo. Secondo indiscrezioni l'ex sottosegretario all'economia che Bossi considera l'erede naturale di Giulio Tremonti, rischierebbe addirittura l'espulsione dal partito nel caso non dovesse fare marcia indietro. SU QUESTO PUNTO il segretario provinciale della Lega, Fabio Rolfi, non si esprime. «La situazione la valuteranno gli organi competenti che non sono quelli provinciali - ha sottolineato Rolfi -. Ho parlato con Molgora e ritengo che la sua sia stata una scelta personale, probabilmente giuridicamente fondata. Però bisogna riconoscere che lui svolge una funzione politica e la stessa non può essere rappresentata come un lavoro ma come un servizio. In questo momento era inopportuno questo ricorso, considerando che, da quanto ho ricostruito, il gruppo Lega Nord della Camera era di diverso avviso e avav avuto indicazioni diverse. Tra l'altro voglio precisare che gli altri firmatari del ricorso, che vengono indicati come leghisti, sono tutti ex, perlopiù espulsi, che adesso militano in altri partiti. Il caso più evidente è quello di Giulio Arrighini. Ben vengano tagli più incisivi al costo della politica: noi ci battiamo da sempre contro i privilegi della politica». E AL POLVERONE, Molgora ha risposto con un video postato sulla sua pagina Facebook, utilizzando lo stesso «metodo» dei militanti che lo hanno criticato subito dopo aver letto il suo nome tra i 26 del ricorso. «Sono pronto a ritirare il mio ricorso se l'intervento sarà vero e non di facciata» - così ha ribattuto il deputato. Sguardo fisso alla telecamera, Molgora ha continuato spiegando le sue ragioni, che riguardano l'intero sistema politico. «Si pensa di abbattere i costi della politica colpendo poche decine di persone o piuttosto gli oltre 2mila ex deputati che attualmente percepiscono il vitalizio?», si è chiesto Molgora. Per poi continuare. «Questo è un provvedimento di facciata che avrà un effetto di circa 3 milioni di euro. Invece occorre intervenire sui vitalizi di tutti coloro che già lo percepiscono: così il risparmio può essere anche di 70-80 milioni di euro. Io sono pronto a ritirare il ricorso se l'intervento sarà vero e non un'azione di facciata, fatta solo per risolvere i problemi con la stampa, come ha fatto qualcuno. Questo è un problema vero che è stato sollevato solo grazie al mio ricorso». Tutto chiarito. A parte il «fuoco amico» che lo ha attaccato. Ma questo forse fa parte della disputa tra maroniani e bossiani, a cui da ieri apparterrebbe anche Daniele Molgora.
Giuseppe Spatola
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1 gianmarco_bs 04/02/2012 09:53 198 commenti
Si vede che ha bisogno di soldi, poverino!