domenica 20.04.2014 ore 12.35

Brescia TV
Google+ Feed RSS

dalla home

18.05.2012

Fenaroli: «Scendo in campo
per una Brescia più giusta»

LOGGIA 2013. Al Violino, quartiere che l'ha visto crescere, il lancio della candidatura. In platea esponenti di Sel, Prc, Pd. La sfida: «Saper unire, partendo dal pluralismo e dalle differenze». Il pilastro: «La nostra Costituzione». L'appello: «Alleanza larga e solida»

La platea del parco Marcolini affollata per l'intervento di Marco Fenaroli, «al lavoro con Brescia»| Fenaroli ha lanciato ieri la sua candidatura per la Loggia FOTOLIVE

La platea del parco Marcolini affollata per l'intervento di Marco Fenaroli, «al lavoro con Brescia»|
 Fenaroli ha lanciato ieri la sua candidatura per la Loggia FOTOLIVE
  • Aumenta
  • Diminuisci
  • Stampa
  • Invia
  • Commenti 0

Brescia. C'è il comitato elettorale. Ci sono i gadget. Ci sono gli striscioni. Tutto è arancione, il colore che ha portato bene a Giuliano Pisapia a Milano. Aspettando le comunali 2013, la corsa di Marco Fenaroli per le primarie del centrosinistra (se ci saranno) è iniziata ieri sera al parco Marcolini del villaggio Violino. «Dal primo quartiere operaio della periferia», che l'ha visto crescere e da dove l'ex segretario Camera della Lavoro, oggi presidente Anpi, ha lanciato la sua candidatura. Una serata partecipata, accompagnata dalle note di Umba Rivarola. Nella platea, tra curiosi e sostenitori, i segretari di Rifondazione e di Sinistra e Libertà. E un gruppo di esponenti del Pd alcuni dei quali hanno firmato l'appello per le primarie «aperte».
E alle primarie Marco Fenaroli ha accennato, evocando una larga e solida alleanza per attraversare questi tempi di crisi, auspicando che il «solipsismo dei leader ceda il passo all'interdipendenza». «Per me primarie significa larga apertura alla realtà sociale - ha detto -. Servono per responsabilizzare gli elettori. Possono ricomporre la frattura che c'è tra istituzioni e società».
Ma ha parlato per lo più di solidarietà e coesione sociale, di Costituzione e di rinnovamento della politica. In un intervento che guarda all'estrema sinistra, «un pezzo importante da tempo escluso dal Parlamento». Agli stranieri «a cui è continuo il tentativo di negare i diritti sociali» come, ha detto, si è fatto con il bonus bebè, o con la legge che dà la casa a chi ha residenza da 5 anni («tanti sono nati qui, come si fa a parlare di immigrati?»). Alle donne, «il cui lavoro di cura fa la tenuta sociale». E «a tutte le esperienze della città a cui è necessario ridare rispetto e autonomia». Perché oggi la sfida, per Fenaroli, è «saper unire. Che non è ridurre a uno ma riconoscere e partire dal pluralismo e dalle differenze». Altrimenti si genera sfiducia verso una «politica prepotente». Insomma, l'obiettivo, come il suo motto, è mettersi «al lavoro con Brescia».
PERCIÒ LA SERATA è stata aperta da Andrea, un ragazzo della Rete antinocività. Perciò si sono alternate tante voci: una ricercatrice dell'Università, uno studente, un architetto, un delegato Fiom, una pensionata dello Spi, un immigrato, un rappresentante dell'associazione «Gigi Daffini».
Per sconfiggere la destra, pensa Fenaroli, bisogna ripartire dalla «condizione sociale, a cui la destra non sa rispondere», «spalancare le porte a una sofferenza che la crisi fa emergere in modo crescente». Reimporre, anche, «la fedeltà alla Costituzione». E di nuovo tornano il principio di solidarietà, uguaglianza, diritto al lavoro. L'inviolabilità del domicilio che, ritiene, la destra mette a repentaglio «trasformando le questioni sociali in questioni di ordine pubblico».
Fenaroli ha svelato ieri tutto il suo passato. Di uomo di sinistra. Vicino al mondo cattolico («la politica è conoscere, scegliere e fare del bene: l'ha detto il vescovo e per me è così, la politica parte dagli ultimi e da qui dobbiamo partire per adeguare l'iniziativa del centrosinistra alla grave situazione»). Di ex sindacalista che guarda ad una Loggia che «sostenga politiche industriali compatibili con il lavoro, che sappia innovare, far conoscere i problemi, confrontarsi con lo Stato e la Regione». Che «parli con le categorie economiche, con i precari, i cassintegrati».
HA AVANZATO alcune priorità, anche. Provocando con la proposta di un impegno amministrativo gratuito. Parlando di un Comune che deve tener conto delle migliaia di pendolari che frequentano la città. Della risorsa che sono i quartieri. Di un'urbanistica che guardi al «riuso». Della necessità di dare risposte alla «crisi ambientale che è occasione di lavoro», di risanare la zona Est, l'area Caffaro. E di verità sulla strage.
Serve una lotta «gentile e pacifica»,  per Fenaroli (tant'è che l'inno della serata era «We shall overcome»).  Ma «per cambiare molto, e dopo la vittoria di Hollande cambiamento si può dire».  Sarà «arduo: la Loggia non è la mela matura che cade in mano gratis». Forse però «un vecchio arnese - ha detto - servirà per aprire una fase larga che porti fuori la politica dall'inadeguatezza. Se si bada al compito, la svolta è possibile». Ora raccogliere il messaggio tocca ad altri.


Natalia Danesi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti 0

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.