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22 luglio 2014

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04.01.2013

Anfibio americano in fondo al lago:
rimane il «mistero» della rotta

LA SCOPERTA. Continuano le osservazioni del Gruppo Volontari sul «Dukw» affondato nel 1945. Prossime ricerche sugli oggetti o eventuali naufraghi sepolti dal fango

Il mezzo anfibio americano «Dukw» affondato: si  vede benissimo il gancio di traino posteriore
Il mezzo anfibio americano «Dukw» affondato: si vede benissimo il gancio di traino posteriore
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Dopo la presentazione a Riva del Garda, il 15 dicembre, delle immagini del ritrovamento del mezzo anfibio americano «Dukw» affondato con 25 militari della 10th Mountain Division il 30 aprile 1945 nelle acque antistanti il paese di Torbole, sono proseguite in questi giorni le osservazioni sul fondo da parte del Nucleo sommozzatori del Gruppo volontari del Garda per valutare la presenza di altri resti, oltre alla possibilità di ulteriori e più approfondite ricerche. Le condizioni meteorologiche dal giorno della scoperta fino al 23 dicembre (data di scadenza dei permessi di navigazione) hanno consentito solo un'unica ispezione visiva con l'uso del Rov e della sua telecamera ad alta risoluzione. «Abbiamo comunque potuto eseguire una più completa mappatura della zona circostante il relitto con il posizionamento di tutti gli oggetti emergenti dal fondo - spiega Mauro Fusato -. La presenza dei cordini in nylon attorno al relitto si è rivelata però ancora più consistente di quanto già visto subito dopo il ritrovamento». Utilizzati da chi organizza le regate veliche per disporre le boe di virata tramite un corpo morto di cemento, i cordini, invece di essere recuperati dopo la gara, sono lasciati sul fondo. «A seguito del giro di correnti - spiega Fusato - queste sagole di grande resistenza meccanica allo strappo si attorcigliano attorno a tutto quanto si trovi sul fondale, e anche il relitto del Dukw ne è pieno. Dopo l'ispezione del lato sinistro del Dukw abbiamo potuto constatare che il relitto non è immerso nel fango, ma semplicemente appoggiato sul lato inferiore. Inoltre, sul retro è presente e ben raggiungibile il robusto gancio di traino. Tutto questo permetterebbe tecnicamente il suo recupero senza costi esorbitanti, considerata la profondità». ESAMINATA la morfologia del fondo, formato da piccole «dune» delle dimensioni di circa un metro quadro e alte fino a 70-80 centimetri, è possibile che tutti gli oggetti trasportati dal Dukw (ad eccezione dell'obice da 75 millimetri) siano attualmente sepolti dal fango. Tra i misteri ancora da risolvere, resta da stabilire in quale momento della sua rotta il mezzo anfibio sia affondato: «Se stava ancora navigando controvento, allora la maggior parte del carico dovrebbe trovarsi più a nord. Viceversa, se il Dukw stava già navigando verso Riva del Garda, il suo carico potrebbe trovarsi a sud». Lo scopo delle prossime indagini è anche quello di far luce su questo aspetto, che consentirebbe di concentrare meglio le ricerche di oggetti o di eventuali resti di naufraghi sepolti dal fondale. Intanto venerdì 11 gennaio alle 20.30 al Palazzo dei Congressi di Limone, il nucleo sommozzatori del Gruppo volontari del Garda presenterà i filmati riguardanti le scoperte dei relitti della cannoniera Sesia a Limone e del mezzo anfibio americano Dukw a Riva.

Luciano Scarpetta
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