Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
22 agosto 2014

dalla home

Chiudi

15.05.2013

«Chamaleon», i carabinieri
danno scacco al narcotraffico

L'INDAGINE. Si è arrivati ai risultati investigativi partendo da un'indagine su un duplice omicidio nella Bergamasca. Sono stati complessivamente 35 gli arresti e 1.000 i chili di droga sequestrati. Ieri è stata eseguita una trentina di perquisizioni

La conferenza stampa per l'«Operazione Chamaleon» FOTOLIVE
La conferenza stampa per l'«Operazione Chamaleon» FOTOLIVE
  • Aumenta
  • Diminuisci
  • Stampa
  • Invia
  • Commenta

Un'indagine che ha portato al sequestro di una tonnellata di stupefacenti negli ultimi anni, a 35 arresti, dei quali 13 eseguiti ieri mattina, tra flagranza ed esecuzione di un'ordinanza. L'operazione «Chamaleon» ha visto impegnati i carabinieri del Ros di Brescia, della compagnia di Breno e, per quanto riguarda la provincia di Bergamo, della compagnia di Clusone. Tutti coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Brescia. L'INCHIESTA scaturisce dalle indagini su un duplice omicidio avvenuto nella Bergamasca nel 2007, quello di Leone Signorelli e Giuseppe Realini.  «L'attività investigativa - ha spiegato il Procuratore, con funzioni di reggente, Fabio Salamone - ha portato ad individuare un vasto traffico di stupefacenti con diverse organizzazioni che se ne occupavano, italiane e colombiane. Oggi si è conclusa gran parte di questa attività, ma non tutta». L'indagine aveva portato inizialmente ad individuare due diverse associazioni: una prevalentemente impegnata nel traffico di cocaina, l'altra in quello di marijuana e di hashish. Si è partiti con 57 denunciati e si era arrivati a 23 richieste di misure cautelari, di cui ne sono state accolte 12, che sono in corso d'esecuzione.  Nel corso delle indagini vi sono stati 21 arresti in flagranza. Ieri sono state eseguite anche oltre 30 perquisizioni nelle province di Brescia, Bergamo, Roma, Verona e Cagliari. «Sono state - ha detto il Pm Salamone - perquisizioni importanti perchè hanno portato a cinque arresti in flagranza di reato con il rinvenimento di tre fucili, di cui due con matricola abrasa e un altro clandestino, circa 250 grammi di cocaina, da uno degli indagati di 47mila dollari e da un altro di 41 mila euro. Somme che abitualmente non si tengono in casa». SEMPRE IERI è iniziata la notifica della conclusione dell'indagine "Quito", condotta dal Ros nei confronti di numerosi e importanti indagati per narcotraffico. La maggior parte degli indagati sono stati arrestati nelle singole operazioni.  «Nell'ambito di questa indagine - ha detto ancora il magistrato - va inserita anche un'attività che ha portato a un rinnovo di una richiesta di misura cautelare nei confronti di sei persone, delle quali tre sono a piede libero per un episodio clamoroso che ora trova la sua giusta collocazione. E' un'indagine della Procura di Brescia, della Dda, del pm Paolo Savio e dei Ros dei carabinieri. Obiettivo principale era un traffico internazionale con la Colombia che si svolgeva attraverso la spedizione di ingentissimi quantitativi di cocaina in container. Un primo intervento è stato fatto al porto di Cartagena, in Colombia con il sequestro di 350 chili. La droga era destinata in Italia. L'indagine non si è esaurita perchè avevamo consapevolezza che i container predisposti per questo traffico erano di più di quelli bloccati a Cartagena. Infatti nel porto di Genova si è fatto un altro importantissimo sequestro di due container con 400 chili. Mettendo insieme tutti i dettagli emerge che questa è una delle più importanti operazioni antidroga che sia mai stata operata con riferimento a indagini nate nel nostro territorio».  IL COLONNELLO Michele Lo Russo, comandante del Ros di Brescia, richiamando il contesto generale dell'operazione ne ha ricordato la genesi e sottolineato che «i cartelli colombiani inviano settimanalmente centinaia di chili di cocaina anche nel nostro distretto». Si è quindi «ricostruita l'organizzazione partendo dagli omicidi». Il capitano Diego Lasagni, comandante della compagnia di Clusone ha detto: «Si tratta di soggetti di spiccata capacità criminale in grado di organizzare spedizione, stoccaggio, taglio della droga e raccolta di denaro». E il capitano Roberto Rapino, comandante della compagnia di Breno ha ricordato che «quest'operazione va aggiungersi a quelle già svolte in collaborazione con la compagnia di Clusone. La Valle Camonica, è una realtà piccola, però di droga ne gira. Quest'indagine è stata svolta anche con appostamenti, fotografie, con attività da «carabiniere classico».  L'ORDINANZA di custodia cautelare in carcere è stata notificata a Massimo Blam, 51 anni,bresciano, detenuto. Carcere anche per Bruno Claudio Marzoli, di Paratico. Domiciliari per i bresciani C.L. e F.T. Tra quanto sequestro infine, in singoli interventi anche 42 chili di cocaina, 50 chili di marijuana, un chilo di hashish, 2 pistole con matricola abrasa e complessivamente 310 mila euro.M.P.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Commenti (0)

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

Il meteo

Brescia

Multimedia

Brescia.Tv live

Tweet vip

Facebook

Sondaggio

Sei favorevole alla raccolta differenziata dei rifiuti?
Cassonetti
ok