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30 luglio 2014

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02.09.2013

Giostra di Brescia, ha (ri)vinto
il più giovane dei cavalieri

LA RIEVOCAZIONE. Paolo Tedoldi si è aggiudicato la vittoria per «acclamazione», come si usava nel Medioevo. Successo personale per Elisabetta Gallina di Brescia.Tv nei panni della regina di Cipro e di Armenia

Elisabetta Gallina nei panni regali di Caterina SERVIZIO FOTOLIVE
Elisabetta Gallina nei panni regali di Caterina SERVIZIO FOTOLIVE
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Paolo Tedoldi come Tullio Averoldi. È lui, vincitore di tre delle quattro edizioni della Giostra di Brescia a cui ha preso parte, il successore del cavaliere bresciano che nel 1497 vinse il torneo organizzato dall'allora podestà della città, Giorgio Cornaro, in onore della sorella Caterina, une delle donne più influenti e stimate del Rinascimento. Ieri piazza Loggia è tornata ai fasti del Cinquecento, grazie alla riproposizione della Giostra: un appuntamento che si ripete da quindici anni per l'entusiasmo soprattutto dei bambini. Per un pomeriggio, la piazza simbolo della città è tornata indietro nel tempo, tra cavalli e cavalieri, sbandieratori e nobili, drappi e tappeti rossi per accogliere al meglio la Regina di Cipro e d'Armenia. È stata lei, interpretata da Elisabetta Gallina di Brescia.Tv, la vera protagonista dell'inizio del torneo a lei dedicato: accolta dai tamburi, dalle trombe e dalle sbandieratrici di Capriolo, scortata dai figuranti delle associazioni «Valtrompia storica» e «Sagitta imperialis Brixia», Caterina ha fatto il suo ingresso trionfale nella piazza, salutata da decine e decine di bresciani stipati lungo le transenne.  Tutto come cinquecento anni fa, se non fosse che allora il podestà Giorgio Cornero spese ben diecimila ducati per i festeggiamenti, cifra decisamente fuori portata per le casse dei Comuni di oggi. La Regina è stata accolta dagli applausi del pubblico, mostrandosi in tutto il suo splendore, accentuato dall'abito confezionato per l'occasione da Matilde Brandino: un vestito in raso rosso, con un mantello dorato ricamato a mano. Caterina è arrivata in piazza in sella a un cavallo e dopo l'abbraccio con il fratello (la cui parte è stata recitata da Piero Galli) è iniziato il torneo tanto atteso. DUE LE PROVE che aspettavano i sei cavalieri in gara: la «Giostra del Saraceno», che consisteva nel colpire il centro di un bersaglio lancia in resta, e la «Quintana dell'anello», sfida dall'altissima difficoltà in cui i cavalieri dovevano centrare con la punta della lancia un anello di diametro sempre minore, da dieci a tre centimetri. Sei erano i cavalieri in gara, ognuno accoppiato a una delle antiche porte della città: Graziano Zorza per Porta Pile, Marco Orsini per Porta San Giovanni, Massimo Tedoldi per Porta San Nazzaro, Fabiano Berta per Porta Sant'Alessandro, Luigi Bartolomeo Cima per Porta Torrelunga e Paolo Tedoldi per Porta Bruciata. A decretare il vincitore è stata la somma dei punteggi ottenuti nel corso delle due prove: a spuntarla è stato Paolo Tedoldi, autore di un prova quasi perfetta. La prima parte della gara ha visto prevalere Zorza, il «cavaliere nero» vincitore di tre edizioni della Giostra e autore di due «en plein» da 15 punti l'uno; dietro di lui un trittico composto dai due Tedoldi e dall'esordiente Cima a 25 punti, seguiti dal vincitore della passata edizione della Giostra, Orsini (con 20 punti) e da Berta, fermo a 17 punti.  Dopo un breve interludio allietato dai musici e dalle sbandieratrici di Capriolo, la gara è tornata nel vivo, con la prova più attesa: la Quintana dell'anello ha messo a dura prova le capacità dei cavalieri, che non si sono fatti spaventare dalle due misure più grandi, passando il turno senza problemi a esclusione di Berta, che ha fallito la misura di otto centimetri ed è stato eliminato anzitempo dalla gara. Prima di affrontare l'anello da cinque centimetri, i cavalieri hanno omaggiato le donne presenti in piazza con rose multicolori. Non è mancato un duello tra Graziano Zorza e Paolo Tedoldi, che si sono battuti a colpi di spada per sedersi al tavolo della Regina. ANCHE LA TERZA misura non ha creato grossi problemi ai cinque cavalieri rimasti in gara, tutti passati ai tre centimetri: misura quasi impossibile, visto che la punta della lancia misura due centimetri e mezzo. L'unico che è riuscito nell'impresa è stato Paolo Tedoldi, che ha infilzato l'anello al secondo tentativo. Ma alla fine si è reso necessario uno spareggio: Tedoldi e Zorza hanno totalizzato lo stesso punteggio e si sono confrontati nuovamente con l'anello di tre centimetri, mancandolo entrambi. È stato il pubblico, come accadeva nel Medioevo, a decretare il vincitore: l'applauso più forte è stato tributato al più giovane cavaliere in gara, che entra di diritto nella storia della manifestazione.COPYRIGHT

Manuel Venturi
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