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19 dicembre 2014

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01.03.2014

Metrò, un anno lungo
un milione di chilometri

A Santa Giulia un tavolo internazionale per discutere del futuro della mobilità metropolitana integrata Del Bono rilancia: «Sogno 50 milioni di passeggeri»

In un anno la metropolitana di Brescia ha percorso 1,25 milioni di chilometri e trasportato 12 milioni di passeggeri
In un anno la metropolitana di Brescia ha percorso 1,25 milioni di chilometri e trasportato 12 milioni di passeggeri
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Un anno vissuto meravigliosamente. Con dieci treni al massimo e senza scendere sotto i 6 minuti di cadenzamento, la metropolitana di Brescia ha percorso 1,25 milioni di chilometri e trasportato 12 milioni di passeggeri, con una media di 40 mila al giorno e punte di 170 mila nella giornata del Giro d'Italia, oltre 120 mila in occasione della Fiera di San Faustino.
E tutto senza criticità di rilievo. Ogni giorno ha compiuto 140 corse per direzione, oltre 100 mila in totale, impiegando 150 persone (110 di Metro Brescia e il resto di altre società di Brescia Mobilità). In attesa della festa di domani con il concerto in piazza Vittoria e il viaggio gratis sui treni per tutto il giorno, ieri mattina il Metrobus ha spento con i numeri la prima candelina.
Il consuntivo dell'anno d'esordio fatto dal sindaco Emilio Del Bono e dal presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi durante il convegno all'auditorium Santa Giulia va oltre le aspettative e già lascia immaginare una città che cambia vita e, come dice Del Bono, comincia a guardare all'orizzonte europeo, a consolidare la sua vocazione di «secondo capoluogo di regione con l'ambizione di attrarre politicamente le province limitrofe con la sua dimensione metropolitana da 500 mila abitanti».
Per ora il sindaco si pone obiettivi entro i cinque anni. L'anno prossimo, con 16 treni e 1,75 milioni di chilometri si aspetta che i passeggeri salgano a 50 milioni, e a 56 alla fine del suo mandato. Tuttavia prima o poi (di sicuro prima che passi il quinquennio) sarà costretto a muoversi verso ciò che oggi appare semplice suggestione, e pensare alla costruzione di una rete di Tpl strategica con un «cuore» di ferro fatto di sviluppo del metrò e conversione delle ferrovie suburbane. Ieri al tavolo in Santa Giulia c'era pure il vicepresidente di «Rennes Metropole» Guy Jouhier, e ha dimostrato con i fatti (raddoppio dei passeggeri del Tpl in sette anni) che una volta avviata, una metropolitana non può né restare uguale a se stessa né lasciare immutato il contesto in cui corre. E lì una seconda linea è già in costruzione.
CERTO, BRESCIA È IN ITALIA, uno spazio metropolitano ben governato come in Bretagna è di là da venire. Del Bono ci prova artigianalmente con la «Giunta dei sindaci» e con la dichiarata intenzione di «andare oltre i confini comunali per costruire un'area metropolitana all'interno della Corda Molle». Per ora, tuttavia, deve pensare a ridurre i debiti contratti, che pesano per 24 milioni all'anno di soli interessi passivi e per 12 milioni di ammortamenti. «Siamo impegnati a ridurli – ripete Del Bono –, con le operazioni 2013 porteremo a 18 milioni il peso degli interessi passivi e azzereremo alla svelta gli ammortamenti». Se arrivassero anche i corrispettivi chilometrici della Regione, anche i costi di gestione peserebbero meno. Ma la metropolitana bresciana ancora non ottiene un centesimo dal Pirellone, mentre la metro milanese beneficia di quasi 12 euro per chilometro percorso.
Per ora, però, parlano i numeri. I bus urbani dal 2008 al 2012 avevano perso un milione e mezzo di passeggeri. In un anno di metropolitana il Tpl è passato da 41 a 47 milioni, con un balzo del 15 per cento. Nel contempo i bus hanno perso un milione di chilometri (soprattutto per la soppressione della Lam 1), con un risparmio di 500 mila litri di gasolio e relative emissioni nell'aria. I dati snocciolati dal sindaco parlano di traffico veicolare ridotto del 2 per cento (tra il 3 e i 4 sul ring) e di accessi di auto in centro crollati di 10 punti. La sosta su strada si è ridotta dell'8 per cento e tra il 10 e il 15 nei parcheggi in struttura, mentre si affollano quelli scambiatori alle stazioni del metrò «che lasceremo gratuiti». Un 2 per cento di traffico in meno può sembrar poco, ma se a Brescia si percorrono due miliardi di chilometri all'anno (uno in ambito urbano), vuol dire che “ci sono stati dai 20 ai 25 milioni di chilometri in meno”. Con strade meno congestionate e con il metrò la velocità commerciale del Tpl cittadino è salita da 16 a 20 chilometri orari, le emissioni si sono ridotte di 100 mila tonnellate equivalenti di petrolio, e pure gli incidenti stradali hanno puntato al basso. Tradotto in soldoni, Del Bono quantifica in 20 milioni di euro il risparmio di tempo per strade più scorrevoli e trasporti più veloci, e ne aggiunge 5 per meno emissioni e incidenti.
Prignachi, poi, mette sul piatto un primo segnale di cambiamento indotto dai treni automatici, con gli abbonati a Bicimia passati dagli 8.200 del 2013 agli oltre 15 mila di oggi, e con un milione di chilometri percorsi pedalando. A completare il quadro d'insieme, i servizi accessori di qualità targati Brescia Mobilità, dalla Omnibus card al Brescia mobile channel, dalla app di prossimo esordio per pagare i biglietti con smartphone alla rete di vendita con le banche e ai rinnovi degli abbonamenti on line.
È tanto, ma ancora poco rispetto alle potenzialità di sviluppo. Rennes mantiene i suoi 200 mila abitanti (come Brescia, grosso modo), e la sua area metropolitana (420 mila mila abitanti) attrae residenze con il suo sistema integrato di trasporti. Brescia dovrà aspettare ancora per avere il suo piano di bacino. Prima o poi, tuttavia, verrà. E sarà il primo banco di prova di una pianificazione territoriale che «guarda all'Europa».

Mimmo Varone
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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