Chi spara sulla caccia

In questi giorni i cacciatori sono di nuovo nel mirino dei telegiornali e di certa stampa a causa dell'approvazione in Senato dell'articolo 38 della legge comunitaria

26/02/2010

In questi giorni i cacciatori sono di nuovo nel mirino dei telegiornali e di certa stampa a causa dell'approvazione in Senato dell'articolo 38 della legge comunitaria in materia di caccia. «Caccia tutto l'anno, con la conseguente distruzione delle specie protette e quindi con i cacciatori che sparano a destra e a manca mettendo a rischio anche l'incolumità delle persone.» Ovviamente, per chi non conosce bene l'argomento «caccia» tutto ciò è inaudito, ma riflettendoci bene è questo l'ennesimo pretesto per scatenare la solita campagna animalista-ambientalista per abolire la caccia.
Essendo un cacciatore da ben cinquant'anni, non posso non ricordare quando l'apertura era al 15 agosto e si poteva sparare a quasi tutte le specie eccetto il pettirosso, le rondini, le cince, i rapaci e pochi altri. Il carniere era cospicuo, non come oggigiorno.
Quando gli ambientalisti e gli anticaccia non sanno come giustificare o non vogliono spiegare le ragioni per cui tante specie sono a rischio, incolpano i cacciatori che sono invece le persone più attente e corrette al rispetto delle leggi e dell'ambiente (bracconieri esclusi). Devono ammettere le vere cause: le acque, il bene più prezioso per la vita, sempre più inquinate da ogni genere di detersivi, pesticidi, diserbanti, anticrittogamici, concimi chimici e con i depuratori che spesse volte non funzionano o non esistono; per non parlare poi dei terreni dove, nei mesi scorsi, un potente veleno è stato impiegato per combattere la diabrotica, parassita che distruggeva i campi di granoturco, micidiale sia per le persone che per gli animali.
I contadini hanno una grossa parte di responsabilità nella distruzione dell'habitat degli uccelli, perché con i loro potenti mezzi agricoli tagliano piante, siepi e rive e nessuno interviene a fermare lo scempio.
Tutti gli anni, come è noto, ad ogni inizio di stagione venatoria, ci sono sempre nuove difficoltà per noi cacciatori, perché dobbiamo stare bene attenti a nuove norme e a quello che si deve annotare sul tesserino, manca solo di dover scrivere pure l'aria che respiriamo. In tutta l'Europa la caccia inizia ad agosto e solo in Italia non è consentita. Non facciamo parte dell'Europa anche noi? E mi domando il perché di questo accanimento che spinge sempre gli ambientalisti nostrani a continui ricorsi contro i cacciatori.
Si continua a parlare di problemi ambientali, ma non si risolve mai nulla. Migliaia di ettari di terreno vengono distrutti per costruire nuove strade (vedi BreBeMi), che saranno anche necessarie, ma nessuno pensa a quanti uccelli e altri animali non trovano più di che cibarsi. Le rondini, il passero d'Italia, la passera mattugia, cosi come i pipistrelli stanno scomparendo perché non trovano più di che nutrirsi, e tutto questo non per colpa dei cacciatori!
Oltre alle cause sopracitate, bisogna mettere in contro anche la maleducazione delle persone, le quali considerano l'ambiente come una discarica; basta vedere sacchetti pieni di immondizia, contenitori di plastica, elettrodomestici, sanitari, etc. buttati dove capita. Da ultimo i proprietari di cani, che quando li portano a spasso fanno finta di non vedere quello che i loro animali lasciano sui marciapiedi o nei giardini pubblici.
Per tanto quelli che sono in malafede e tutti i detrattori riflettano bene e si informino prima di parlare a vanvera e lavorino veramente per il bene dell'ambiente. W la caccia e tutti i cacciatori!

Pietro Gaffurini
BRESCIA




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