Il capogruppo e gli ambientalisti
Leggendo le dichiarazioni del capogruppo della Lega Nord in Loggia, apparse sul giornale di venerdì 19 febbraio, non possiamo che rimanere esterrefatti per leLeggendo le dichiarazioni del capogruppo della Lega Nord in Loggia, apparse sul giornale di venerdì 19 febbraio, non possiamo che rimanere esterrefatti per le parole incredibili, quanto ingiustificate, che definiscono in modo qualunquistico i Comitati ambientalisti della città, servi delle scelte ambientali della passata Amministrazione: «dov'erano quando…»
Ora, a fronte di scelte irresponsabili in materia di tutela ambientale, che, con l'approssimarsi della scadenza elettorale, possono mettere in cattiva luce l'operato di questa Giunta comunale , inducendo il consigliere Gallizioli a rivolgere contro di noi questi grossolani attacchi, queste affermazioni possiamo anche capirle: fanno parte del solito giochetto; però, giustificare o, semplicemente, generalizzare le responsabilità dell'inquinamento, rapportandole a fattori esclusivamente sovra comunali o climatici della pianura Padana, questo non possiamo accettarlo.
Da troppo tempo la Lega Nord è al governo della Regione, della Provincia ed ora del Comune, per non sapere che i piani d'azione per il controllo del territorio e delle fonti di emissioni delle sostanze inquinanti presenti nell'aria dipendono in larghissima parte dai provvedimenti politico-amministrativi di questi enti, assai più dell'Arpa, organismo tecnico di controllo, le cui responsabilità, incautamente e superficialmente, vengono tirate in ballo nell'articolo. Del resto, se le soluzioni al problema dell'inquinamento fossero di esclusiva competenza dell'Arpa, non si riuscirebbe a capire che ci stanno a fare un Assessorato all'Ecologia ed uno al Traffico, in Comune, in Provincia e in Regione.
Proprio contro questo cattivo modo di gestire il territorio da parte di chi non ha saputo o voluto promuovere adeguate politiche di tutela ambientale, in questi anni, in forma autonoma, con comportamenti trasparenti ed indipendenti, sono nati i comitati ambientalisti cittadini, trovando, fra la cittadinanza, ampi consensi trasversali. Gli interventi e le iniziative da loro intrapresi, peraltro, sono stati ampiamente riportati anche sulle pagine di questo giornale e sono serviti ad informare ed arricchire il dibattito politico, al fine di migliorare l'operato dell'Amministrazione comunale rispetto a situazioni estremamente pericolose per la salute; da quelle idee e proposte anche la Lega Nord opportunisticamente ha attinto quando era all'opposizione.
Il caso dell'inceneritore, in questo senso, è emblematico: come ricordava lo stesso Gallizioli, è stato uno dei cavalli di battaglia della Lega Nord, che, nella sua critica all'operato della precedente Amministrazione, si è ispirata alle motivazioni dei comitati. Ora, con le stesse quantità di tonnellate bruciate (800 mila) e con le stesse emissioni nell'aria rispetto al passato, come minimo, per questa Amministrazione comunale, in nome di una maggiore tutela del territorio, sarebbe stato consigliabile agire per la chiusura della terza linea e l'attivazione della raccolta porta a porta, cosa, per inciso, sostenuta dagli attuali amministratori in campagna elettorale. Però, secondo quanto riportato nell'articolo, tutto ciò viene definito, oggi, «inverosimile ed irrazionale»: ovvero, la forza della coerenza.
Anche il tema delle zone a traffico limitato nel centro storico, così viene affrontato: «Veramente i comitati credono che chiudendo per alcune ore le Ztl si risolve il problema del Pm10». A questo punto, è necessaria una breve considerazione. Dai dati forniti dalla centralina del Broletto si evince che c'è stato, nei primi 50 giorni dall'inizio dell'anno, un incremento giornaliero rispetto all'anno passato. Anche nella lettura oraria giornaliera, si osserva un incremento nella fascia di allarme proprio a partire dall'orario di riapertura della Ztl dalle ore 16. Noi sappiamo che la concentrazione di Pm10 nell'aria del centro storico è difficilmente ricambiabile, perché si crea un effetto canyon, a causa del reticolo di strade e vicoli che formano il disegno urbano di questa parte della città; inoltre, dopo la soppressione delle Lam, sul ring sono drasticamente aumentate le vetture circolanti, come su una superstrada, con tutte le conseguenze del caso per quanto riguarda il ricambio di aria dentro il centro storico e attorno ad esso.
Purtroppo, il problema dell'inquinamento atmosferico che investe il centro storico di Brescia, vorremmo ricordare al consigliere Gallizioli, a cui «La tutela della salute dei cittadini bresciani sta a cuore», così ,come presumiamo, il rispetto del territorio, riguarda anche il patrimonio artistico-monumentale, che, soggetto all'attacco delle sostanze chimiche inquinanti, va incontro ad un costante deterioramento, con la conseguenza di mettere a serio rischio la memoria storica di una città padana. Tutto ciò non in nome di un ambiente da risanare, ma di poteri forti da proteggere (leggi: commercianti) perchè necessari all'occasione.
Contrariamente a quello che qualcuno può pensare, i comitati ambientalisti non hanno mai rivendicato la titolarità esclusiva della salvaguardia dell'ambiente, perché nascono dalla specificità dei problemi che possono minare la qualità della vita nei quartieri o in seguito a problemi ambientali provocati da incuria o azioni sbagliate dell'uomo (vedi caso Caffaro).
Proprio perché sensibili a quanto avviene localmente, con una spiccata e particolare attenzione a tutto ciò che globalmente succede attorno a noi, non ci sentiamo marginali rispetto all'azione politica di sprone al governo della città e tantomeno disponibili, proprio per questo, a vedere liquidato con superficialità e mistificato il nostro impegno, che appartiene ormai, a pieno titolo, alla storia della città.
Maurizio Bresciani, Patrizia Visconti, Francesco Catalano, Catia Decol, Aurora Rivadossi, Giorgio Bertelli, Flora Buccio, Licia Fucina, Giovanni Marzaroli, Rosangela Miccoli
COMITATO PER LA SALUTE, LA RINASCITA E LA SALVAGUARDIA DEL CENTRO STORICO
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