Appalti e cultura dell'emergenza
La legislazione sugli appalti ha una duplice funzione: da un lato quella di assicurare il servizio migliore possibile al prezzo più basso nell'interesse collettivo, facendo inLa legislazione sugli appalti ha una duplice funzione: da un lato quella di assicurare il servizio migliore possibile al prezzo più basso nell'interesse collettivo, facendo in modo che l'ente pubblico appaltante possa scegliere l'offerta migliore; dall'altro ha lo scopo di creare condizioni di uguaglianza fra le diverse aziende, evitando così fenomeni di corruzione.
La cultura dell'emergenza che il governo Berlusconi ha instaurato da alcuni anni vuole stravolgere questa impostazione: ovvio che il giorno dopo il terremoto, quando si deve tirare fuori la gente da sotto le macerie, non si può fare una gara d'appalto per avere le ruspe e le imprese disponibili; ma non è certo un evento imprevisto lo svolgimento dei mondiali di nuoto, o il 150esimo dell'unità d'Italia (che fra l'altro deve ancora venire). Eppure, anche queste sono "emergenze", e l'effetto è quello che si legge nelle intercettazioni di questi giorni con il faccendiere che dice che la notte dl terremoto si rotolava ridendo nel letto pensando agli affari ("Non viene un terremoto tutti i giorni").
Il "partito del fare" funziona così, riconoscendosi in una logica per la quale il "signore" può agire secondo il suo arbitrio, purchè agisca, ed il resto sono "lacci e lacciuoli", impedimenti al libero agire dell'impresa, comprese le normali garanzie di uguaglianza, appunto, e anche comprese le questioni ecologiche, che non sono solo preoccupazioni da intellettuali, ma riguardano la tenuta dei suoli e che poi sono la fonte delle frane e dei disastri ambientali.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti, sia dal punto di vista dei criteri con i quali le opere vengono realizzate (vedi il caso del G8 alla Maddalena), sia nella qualità delle scelte urbanistiche o di territorio. La stessa ricostruzione in Abruzzo, presentata come fiore all'occhiello di un Presidente del Consiglio in veste di agente immobiliare, mostra i suoi gravi difetti nella protesta di questi giorni dei cittadini dell'Aquila.
Lorenzo Picunio
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