L'inquinamento e gli ambientalisti
Egregio signor direttore, le chiedo spazio per cercare un minimo di chiarezza nell'ormai diffusa tendenza a mistificare le notizie e nel fare terrorismo ambientale,Egregio signor direttore, le chiedo spazio per cercare un minimo di chiarezza nell'ormai diffusa tendenza a mistificare le notizie e nel fare terrorismo ambientale, da parte di una certa «fazione» politica di sinistra che quando ha governato non ha di sicuro eccelso nel rispetto dell'ambiente ed oggi si riempie la bocca con anatemi contro l'attuale amministrazione comunale. Se infatti è dovere di un amministratore non sottovalutare le situazioni ed i possibili rischi non deve neppure generare il panico o situazioni di paura e incertezza nei cittadini.
A quei signori vorrei rammentare che l'anno peggiore per le Pm10 è stato il 2006, quando loro governavano, e che invece negli ultimi anni la tendenza all'inquinamento da Pm10 sta diminuendo.
E' di questi giorni più che mai vivo il tema delle famigerate Pm10 e delle polveri sottili, sulle quali è stato detto di tutto e di più dimenticando sempre di evidenziare alcuni aspetti.
Si parla di domeniche a piedi nonostante sia ormai ampiamente dimostrato che sono inutili, si dice che servono per creare una cultura, ma quale cultura è quella che si basa su azioni inutili o peggio su falsità?
Si parla anche di aumentare il pedaggio autostradale e sulle tangenziali per gli autoveicoli, per aumentare gli investimenti sull'ambiente. Invece di pensare a queste amenità sarebbe meglio andare a prendere i soldi, che ci sono, in Europa senza vessare ancora una volta i super tartassati automobilisti (sulla benzina grava ancora l'addizionale per la guerra in Libia...).
Tornando alle Pm10 voglio ricordare che esiste uno studio del Cnr che ha stabilito che le stesse sono per il 50% di origine naturale (foglie, animaletti in decomposizione, ali di farfalla e altre sostanze) quindi anche se volessimo non potremmo mai eliminarle. Sempre dati scientifici illustrati in commissione, anche alle sbraitanti minoranze, sostengono che l'influenza degli autoveicoli sull'inquinamento da Pm10 è pari solo all'8%, quindi pur non dovendola dimenticare è una componente minoritaria rispetto alla globalità del problema.
Sempre in commissione si è evidenziato, a chiare lettere, che da noi si ha un'emissione di Pm10 pro capite del 41% in meno rispetto al resto d'Europa. Ne consegue che le auto non sono la vera causa dei problemi dell'inquinamento anche perché il parco auto italiano, e bresciano in particolare, autocarri compresi, è fra i più aggiornati d'Europa, perché negli anni abbiamo dovuto, con periodiche rottamazioni, sostenere il Sud del Nord, la Fiat.
Se il problema non sono solo le auto quali sono i veri problemi? Sicuramente fra questi vanno comprese le condizioni ambientali e orografiche del nord Italia in particolare della pianura padana, dal Piemonte a Trieste con le due barriere, Alpi a nord e Apennini a sud che senza discontinuità alcuna hanno lo stesso problema, quindi pensare lo stop al traffico di una città o un'altra o di tutte possa anche minimamente risolvere qualcosa è pura follia. Diverso sarebbe, visto che le condizioni sono differenti fra il nord Italia e l'Olanda, avere parametri diversi (come già chiesto dalla Francia) nel calcolo delle giornate di esubero. Da noi pioggia e vento in inverno non sono frequenti, per cui se noi dobbiamo sperare nella pioggia, loro no perché vento e pioggia sono una costante.
Il nord Italia, poi, dall'inizio del Novecento ha iniziato la sua industrializzazione ed è divenuto nel dopoguerra una delle zone più industrializzate e ricche del mondo grazie al lavoro dei nostri nonni e dei nostri padri. Quindi il voler bloccare in qual si voglia modo l'industria è puro luddismo fine a se stesso, non ci sono più i telai meccanici ma le fabbriche, che vogliono dire ricchezza, ed il loro fermo ci porterebbe indietro al Settecento con tutte le conseguenze che ne derivano.
E' bello pensare al mondo bucolico, ma anche questo non esisterebbe senza la mano dell'uomo. Pensate solo alle malghe, belle e verdi perché l'uomo taglia l'erba e vi pascola il bestiame, un metro più in la si trovano o la foresta o la brughiera perché il prato non esiste in natura.
Ma pensiamo ad una giornata di pioggia nel 1700: senza ombrello, una donna, tornando a casa non avrebbe avuto il phone per asciugare i capelli, nè tanto meno la doccia calda, le lenzuola pulite o il riscaldamento, se le andava bene aveva un camino con il caldo che ne consegue. A 30 anni sarebbe stata con metà denti, con la tisi, diversi figli, e denutrita perché queste erano le condizioni di vita di allora. Quindi quando si pensa a certe cose bisogna pensare alle conseguenze delle nostre azioni e se serve scegliere il male minore che a mio parere è il progresso; perché come sono solito dire è meglio morire a 100 anni per civiltà che a 40 nelle condizioni «bucoliche» prima esposte.
Concludendo, a mio parere dietro questo andazzo ci sono solo gli interessi delle lobby ambientaliste che parlano ma non concludono mai niente. Come accade per le energie alternative che dobbiamo pagare tutti e che se fossero realmente valide non avrebbero bisogno di essere incentivate. Dice bene un mio amico: «Non c'è stato bisogno di pubblicità per la penicillina o l'aspirina» si vendevano da sole perché utili e valide, non erano un imbroglio demagogico come è il 90% dell'ambientalismo che chiede 8 miliardi di euro per l'ecotrasporto, mentre i problemi sono ben altri: dalla cassa integrazione in deroga che sta finendo ai problemi dei nostri anziani, delle famiglie o dei single che spesso non arrivano a fine mese.
Roberto Toffoli
CONSIGLIERE COMUNALE PDL - BRESCIA
Tweet