Solo blocchi-farsa e niente soluzioni
Signor direttore, mi è capitato numerose volte di sentirmi preso per i fondelli dai politici di turno, ma non ci ho ancora fatto l'abitudine, perciò riesco ancora ad indignarmi quando ciò avviene.Signor direttore, mi è capitato numerose volte di sentirmi preso per i fondelli dai politici di turno, ma non ci ho ancora fatto l'abitudine, perciò riesco ancora ad indignarmi quando ciò avviene.
E' il caso della «farsa» del blocco del traffico di domenica 28 febbraio, voluto dal governatore Roberto Formigoni, con l'obiettivo di contrastare l'inquinamento atmosferico in Lombardia giunto oramai a livelli di assoluto allarme sociale. Ritengo questa imposizione totalmente inadeguata ad affrontare seriamente il problema. La domenica, è noto a tutti, il traffico veicolare è poca cosa rispetto ai giorni feriali, dunque il beneficio di un «blocco» è minimo ai fini della lotta all'inquinamento dell'aria. Per di più, sono talmente numerose le eccezioni al «blocco» (veicoli a metano, euro cinque, euro quattro, tutti coloro che partecipano ad eventi sportivi, ecc.) che è evidente a tutti l'assoluta inutilità di un simile provvedimento.
Faccio anche notare che il «blocco» viene imposto l'ultima domenica di febbraio, come il precedente fu imposto l'ultima domenica di gennaio. Perché l'ultima domenica? Ovviamente per non «disturbare» i grandi centri commerciali che sono sempre aperti la prima domenica del mese e sempre chiusi l'ultima (quando i soldi dei consumatori sono finiti). Ma allora perché imporre ai cittadini un «blocco» assolutamente inutile?
Roberto Formigoni e il sindaco di Milano, Letizia Moratti, sono stati recentemente denunciati alla magistratura per non avere contrastato in maniera adeguata l'inquinamento atmosferico (e tra poco verrà denunciato anche il sindaco di Brescia, Adriano Paroli), dunque è evidente che vogliono far vedere che qualcosa stanno facendo.
Purtroppo la «farsa» del blocco domenicale del traffico non servirà a ridurre l'inquinamento dell'aria: l'inquinamento a Milano come a Brescia rimarrà elevato; adulti e bambini continueranno ad ammalarsi di patologie respiratorie. Che fare allora? I danni causati dal traffico veicolare vanno affrontati e risolti, ma non dimentichiamo che altre concause importanti dell'inquinamento dell'aria sono le emissioni da riscaldamento privato e le emissioni industriali. A Brescia città incidono in particolare le emissioni dell'Alfa Acciai, della Centrale teleriscaldamento A2A e dell'inceneritore di rifiuti A2A. Mentre dell'Alfa Acciai si dovrebbe occupare l'Arpa di Brescia (opportunamente lasciata senza risorse da Formigoni), di A2A si dovrebbe occupare il Comune di Brescia, proprietario del 27 per cento delle azioni.
Colgo l'occasione per dare due suggerimenti al sindaco Adriano Paroli, e al vicesindaco Rolfi visto che Paroli è spesso a Roma (a fare che cosa?!): 1) la Centrale policombustibile A2A per il teleriscaldamento, sita nel quartiere Lamarmora, funziona da anni solo a carbone, che costa poco ma inquina molto. La faccia funzionare a metano, signor sindaco, e vedrà che l'aria di Brescia sarà più pulita. Costerà qualcosa di più, ma i cittadini bresciani la ringrazieranno. 2) L'inceneritore di rifiuti A2A funziona su tre linee (tre forni). Peccato che la terza linea (biomasse) brucia quasi esclusivamente rifiuti provenienti da tutta Italia. E' una follia! La città più inquinata d'Italia che si concede il lusso di bruciare i rifiuti di altre città, inquinando la sua aria e i polmoni dei suoi cittadini. Soldi agli azionisti di A2A e malattie respiratorie ai cittadini bresciani. La terza linea dell'inceneritore va chiusa al più presto, e le altre città si gestiscano in proprio i loro rifiuti. Queste sono soluzioni concrete, signor sindaco! Altro che gli improbabili, o meglio ridicoli, blocchi del traffico una domenica al mese (rigorosamente l'ultima del mese). Si dimetta da deputato, signor Paroli, e passi più tempo a Brescia per lavorare a tempo pieno per i suoi concittadini. E' pagato per questo, non se lo dimentichi.
Pietro Casarotti
BRESCIA
