Ghedi, i sussidi e il Comune

Preg.mo direttore, con la preente intendo comunicarle il personale disappunto per la dichiarazione a me attribuita a conclusione dell'articolo del 27 febbraio 2010 «Buono libro a Ghedi?

06/03/2010

Preg.mo direttore, con la preente intendo comunicarle il personale disappunto per la dichiarazione a me attribuita a conclusione dell'articolo del 27 febbraio 2010 «Buono libro a Ghedi? Quel bando penalizza immigrati e militari», la quale non corrisponde a quella realmente rilasciata. Riporto testualmente dalla fonte la dichiarazione a me assegnata: «E' la Regione che ci impone di inserire quella clausola nel bando, peraltro applicata anche in altre forme di sussidi: siamo comunque d'accordo con la linea del Pirellone. Volevamo ridistribuire la ricchezza del territorio a chi ne ha più bisogno ma partendo proprio da chi abitando a Ghedi da almeno 5 anni ha contribuito al benessere della comunità». Lo scrivente non ha mai fatto riferimento ad imposizioni di Regione Lombardia in merito al requisito della residenza per la concessione di contributi. La dichiarazione rilasciata faceva riferimento all'utilizzo di un provvedimento, quale la «residenza da almeno cinque anni nel Comune di Ghedi, necessario per accedere al bando comunale di cui all'oggetto, per altro in linea con le politiche Regionali che prescrivono tale requisito per l'accesso a contributi di altra natura».

Vincenzo Perez
ASSESSORE ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE DEL COMUNE DI GHEDI




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