Gli immigrati e il nodo della doppia integrazione

Caro direttore, per realizzare una possibile integrazione sociale per la nostra comunità di immigrati è indispensabile una preparazione ed un lavoro di base. Da tempo ci siamo chiesti come realizzare ciò.
06/03/2010

Caro direttore, per realizzare una possibile integrazione sociale per la nostra comunità di immigrati è indispensabile una preparazione ed un lavoro di base. Da tempo ci siamo chiesti come realizzare ciò.
Ogni giorno si è sempre di più a confronto con le problematiche di una società multirazziale, multi culturale e multietnica. Vedi i recenti episodi di Rosarno e di Milano. Permettetemi di affermare che questa situazione se non risolta in modo appropriato causerà problemi che sbilanceranno le strutture della società. Per esempio: se uno straniero che vive in Italia proviene da una cultura non conforme alle istituzioni e regole di comportamento che esistono in questo Paese spesso crea dei conflitti. Così pure per un africano, animista che per tradizione può sposarsi con più donne può creare scandalo e se ai coreani viene concesso di mangiare la carne dei cani, così tanto amati in Italia, potremmo alla fine arrivare ad un punto nella nostra vita sociale dove si ha uno stato senza regole in una nazione costituzionale e una condizione di disordine in uno stato fondato sui principi del diritto umano.
Quindi se da un lato abbiamo un problema di integrazione dall'altro abbiamo i problemi delle coppie e delle famiglie. È con ciò in mente che la Missione Internazionale Arca fondata nel 2005 a Brescia con sede in via Leonardo da Vinci 21 a Gussago, che conta oltre trecento membri, ha preso su di sé il dovere di lavorare con la popolazione immigrata, per poter gestire i problemi delle famiglie, delle coppie e delle relazioni fra figli e genitori. Pensando che una sana relazione famiglia è alla base di una società retta.
Dal 28 agosto 2009 stiamo organizzando incontri a tema, che hanno come scopo quello di favorire una doppia integrazione positiva e cioè quella della popolazione straniera che si deve inserire in un nuovo tessuto sociale e quella della trasformazione dei modelli culturali della famiglia che è presente in tutte le culture del mondo. Le varie informazioni ricevute durante i seminari si sono dimostrate veramente utili per i vari partecipanti che hanno rivisto i propri ruoli nelle proprie famiglie. Per realizzare una parte del programma abbiamo chiesto la collaborazione degli specialisti del consultorio dell'Asl di Brescia con i quali abbiamo concordato una serie di interventi. Per questo motivo vogliamo ringraziare in modo speciale l'Asl di Brescia per l'incoraggiamento e il supporto in questa iniziativa. In modo speciale il prof. Carmelo Scarcella direttore generale, la dott.ssa Calvi direttore sociale, il dott. Gianalfredo Facchi direttore distretto socio sanitario n.1 per aver messo a nostra disposizione il loro personale e le loro esperienze. I più sentiti ringraziamento soprattutto alla dott.ssa Gabriella Carsana, psicologa del consultorio familiare, nostra relatrice.
Il prossimo incontro è previsto il venerdì 12 marzo alle ore 18 presso la nostra sede.
Vincent Offor
RESPONSABILE ASSOCIAZIONE A.R.C.A.




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