Scuola, riforma e lingua straniera

Ecco il testo di una lettera aperta al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca. Oggetto: perché non mantenere la figura dell'insegnante di conversazione

08/03/2010

Ecco il testo di una lettera aperta al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca. Oggetto: perché non mantenere la figura dell'insegnante di conversazione nell'indirizzo "Amministrazione, finanza e marketing", articolazioni: Relazioni internazionali e Turismo?
Nei nuovi indirizzi e quadri orari le ore di conversazione in lingua straniera finora vigenti non appaiono più. Eppure, gli "insegnanti di conversazione" in lingua straniera sono presenti negli Istituti tecnici commerciali dal 1965 (allora detti esperti). Sono distribuiti su tutto il territorio e hanno sempre rappresentato una risorsa nell'insegnamento delle lingue straniere favorendo, nell'ambito di una metodologia comunicativa, lo sviluppo e l'acquisizione di un'attitudine alla comunicazione, offrendo agli alunni una situazione reale.
É stato fissato un livello di competenza da raggiungere in Francese, Inglese, Tedesco, ecc., al termine degli studi secondari, pari al livello B2, che prevede, tra l'altro, di essere in grado di "parlare con scioltezza e spontaneità, di impegnarsi in una lunga conversazione, di rispondere in modo convincente, di interagire con i nativi".
L'interazione in lingua rappresenta per la maggior parte degli alunni un'attività difficile, perché la capacità espressiva orale dipende, in aggiunta alle conoscenze, da una componente affettiva che non va sottovalutata.
L'ora settimanale di conversazione è un'occasione per applicare conoscenze, e mettere in atto competenze. Rappresenta quindi un momento didattico complementare alla lezione. Inoltre non tutti gli alunni hanno la possibilità di andare all'estero. La presenza degli insegnanti di conversazione offre loro la possibilità di interagire settimanalmente con una persona di madre lingua.
Per di più, oltre a costituire una risorsa, i docenti di conversazione hanno spesso collaborato nei corsi di formazione rivolti agli insegnanti di lingua, vedi progetto 2000, e in quelli riguardanti i maestri di scuola primaria.
Senza dimenticare che offrono da anni un aggiornamento continuo ai professori con cui collaborano. Infine, e non da meno, molti sono laureati in un'altra disciplina e possono essere un'ulteriore risorsa nell'ambito dell'insegnamento di una materia in lingua.
Pertanto, configurandosi la realtà didattica dell'ora di conversazione perfettamente in sintonia con «il (nuovo) profilo culturale, educativo e professionale degli Istituti tecnici», ripetiamo la nostra domanda: perché non mantenere la figura dell'insegnante di conversazione nelle articolazioni «Relazioni internazionali» e «Turismo», che sostituiscono corsi in cui finora questa figura era presente?
Gli insegnanti madre lingua di conversazione della provincia di Brescia:
Evelyne Martin
(I.T.C.G. "C. BATTISTI", SALÒ)
Kathleen Pook
(I.T.C.G. "C.BATTISTI, SALÒ)
Claudia Schwarzer
(ITC "C.BATTISTI" ,SALÒ)
Anthony Wendt
(ITC " L. EINAUDI", CHIARI)
Marie France Pinson
(I.I.S. "G. ANTONIETTI", ISEO)
Jane Adams
(I.I.S. "G. ANTONIETTI", ISEO)
Ritz Simone
(I.I.S "G. ANTONIETTI", ISEO)
Keith Olerhead
(LICEO "LEONARDO", BRESCIA)
Patricia Guinaudeau
(LICEO "E.FERMI" SALÒ)
Frédérique Thomann
(LICEO "BAGATTA"DESENZANO)
Brigitta Funk
(LICEO BAGATTA DESENZANO)




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