I sindacalisti e i pensionati
Signor direttore, per onor di firma la prego di permettermi di replicare alla lettera del signor Graziano Fracassi, segretario del comitato provinciale Inps di Brescia,Signor direttore, per onor di firma la prego di permettermi di replicare alla lettera del signor Graziano Fracassi, segretario del comitato provinciale Inps di Brescia, pubblicata il 25 febbraio scorso.
Risponde a verità che nel 2008, dopo l'ultimo contratto integrativo, e dopo aver intascato euro 1.084 a testa (pari a un totale di euro 347 milioni) il decreto legge 112/2008 ha reso giustizia ai milioni di pensionati che, confermo, hanno avuto aumenti pari a 40/50 centesimi al giorno, anche se da questo loro sacrificio, i signori dell'Inps appunto, noi pensionati non ne possiamo usufruire direttamente. Ed effettivamente, altra grazia ricevuta a vantaggio dei conti dello Stato, di cui i pensionati ne fanno parte, sono diminuiti e alcuni anche scomparsi i compensi a commissioni, sottocommissioni e comitati vari (gennaio 2009) sempre grazie al solerte lavoro di un ottimo ministro.
Comunque i dati da me citati non sono frutto della mia fantasia ma di una ricerca fatta da insigni giornalisti, uno su tutti il dott. Stefano Livadiotti su «L'altra casta». A tale proposito cito un'emblematica frase di Fausto Bertinotti nel lontano 1992: «C'è una dolorosa omologazione del sindacato al sistema dei partiti, una voglia niente affatto repressa dei sindacalisti di farsi ceto politico, di farsi stato». E si era nel 1992 e la schiera dei sindacalisti in politica da allora è aumentata. E mi chiedo: se volessero davvero aiutare i pensionati, perché non si danno da fare per abolire la famigerata legge Amato, la 503/92, onde poter permettere a tutti i pensionati un parziale recupero del potere d'acquisto che, tramite le solite fonti, da allora è diminuito del 30%?
G. Franco Onorato De Gasperi
PARTITO PENSIONATI - GARDONE V.T.
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