Territorio abbandonato

Egregio direttore, in questi giorni assistiamo al continuo, costante dissesto idrogeologico, alle disastrose frane avvenute in provincia di Messina e Vibo

09/03/2010

Egregio direttore, in questi giorni assistiamo al continuo, costante dissesto idrogeologico, alle disastrose frane avvenute in provincia di Messina e Vibo Valentia che non sono che un microscopico esempio di come il territorio sia stato abbandonato.
Val la pena accennare ad una e-mail inviatami da un noto giornalista romano, Filippo Giannini, laddove afferma: «Ricordo, dovevo avere sette-otto anni, frequentavo la scuola elementare Grazioli Lante della Rovere, a Roma, nel corso di una lezione la maestra, signora Gandolfi, ci avvertì di tenerci pronti e avvertire i nostri genitori che era in programma una sorpresa: una gita scolastica. Venne il giorno, indossai la mia divisa di Figlio della Lupa e dalla scuola, con altre classi, prendemmo posto su un pullman e partimmo. Il breve viaggio si concluse quando giungemmo ai piedi di una collina spoglia di vegetazione dove era ad attenderci il Duce. Ci vennero consegnate delle piantine ed un bastone appuntito. Con un brevissimo discorso il Duce ci spiegò il motivo della nostra convocazione, poi si mise alla nostra testa ed iniziò a piantare quelli che poi, in futuro, sarebbero diventati alberi. Noi lo seguimmo e lo imitammo, consci di fare qualcosa di importante».
Interessante elaborato. Ad oltre settant'anni da quel giorno rievocato da alunno, quello che allora, con mirabile previdenza fu compiuto, è stato distrutto. Il disboscamento, la cementificazione dissennata del territorio ha fatto sì che si verifichino frane e smottamenti con morti e distruzioni.
Non voglio mettere in concorrenza fascismo e attuale democrazia ma, per conoscenza, la superficie boschiva ereditata dal governo Mussolini ammontante a 4,5 milioni di ettari del 1920 fu portata a circa 6 milioni nel 1940: questo significa un incremento di centinaia di milioni di alberi i quali, affondando le radici in profondità nel terreno lo solidificano, all'incirca come agisce il ferro nel cemento.
Ora come ora, ci siamo messi male per colpa della negligenza politica, e non solo: le montagne «scappano» a valle!

Gianmarco Dosselli
FLERO




commenti

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.