I decreti interpretativi
Da un mio cliente, in Tripoli per il progetto della nuova autostrada riparatrice dei danni coloniali, ho ricevuto una mail di questo non letterale tenore: «Per i pessimiDa un mio cliente, in Tripoli per il progetto della nuova autostrada riparatrice dei danni coloniali, ho ricevuto una mail di questo non letterale tenore: «Per i pessimi rapporti Svizzera-Gheddafi, non posso entrare nel Paese. In attesa che la situazione si sblocchi (speriamo!) non rientro in Italia, quindi non potrò pagare l'Iva mensile in tempo utile. Non potrò neppure pagare la rata di finanziamento bancario alla mia piccola impresa, perché, ahimè, seppure italiano, sono anch'io vittima del fallimento della banca islandese che ha fregato soprattutto inglesi e olandesi. Che posso fare?» Un comune amico, avvocato, ha subito contattato il suo corrispondente, avvocato in Libia, esperto di diritto arabo, ottenendo questa risposta: «Il signore può stare tranquillo quanto al futuro tardivo versamento dell'Iva. Da Gheddafi otterremo un decreto legge interpretativo, con validità sovrannazionale, per cui la tardività sarà considerata tempestività e l'insufficienza dei dati della tardiva comunicazione iva sarà considerata anzi eccedenza rispetto a quanto richiede la legge. Quanto alla rata di rimborso del prestito alla sua banca, anche se ciò è motivato dal dissesto di un'altra banca europea, niente da fare: qui non si tratta di diritto pubblico, di obblighi e di leggi riguardanti le istituzioni pubbliche. Entreremmo del campo del diritto privato, dove (qui sì) le obbligazioni debbono esser rispettate, come vuole civiltà giuridica.»
Per la mia poca dimestichezza con il diritto pubblico, ho chiesto all'Agenzia delle Entrate: se il mio cliente paga tardivamente, se i dati relativi alla comunicazione Iva sono insufficienti, il decreto interpretativo di Gheddafi lo salverà da eventuali sanzioni? La risposta è stata «No, qui vale la legge italiana, non quella libica.»
Ho girato queste informazioni al mio cliente che si è sfogato con un orrendo e blasfemo turpiloquio. «Non bestemmiare - l'ho redarguito - un giorno dovrai renderne conto a Qualcuno.» «Ma io faccio conto su un decreto interpretativo, che trasformi le bestemmie in giaculatorie ed i ‘pasticci' in corrette applicazioni della legge, quella morale compresa.» Così mi ha risposto.
Paolo Angelo Napoli
BRESCIA
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