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12.01.2018

«Tav Brescia
-Verona, questa
volta si parte»

Alta velocità a Brescia: novità per la tratta cittadina e verso Verona
Alta velocità a Brescia: novità per la tratta cittadina e verso Verona

La Tav Brescia-Verona sarà pronta fra 5 o 6 anni: lo ha annunciato ieri da Venezia l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, il bresciano Renato Mazzoncini. Si allarga la «finestra temporale» per l'apertura dei cantieri (inizialmente prevista a gennaio, ora spostata a primavera), ma si stringe quella per i tempi di esecuzione dei lavori (in precedenza valutati in 87 mesi, oltre 7 anni). Detto questo, le Fs non hanno più dubbi: la grande opera è ai nastri di partenza.

«ABBIAMO CHIUSO su Brescia e Verona - ha affermato Mazzoncini - e quindi nel primo semestre apriremo i cantieri. Contiamo per la fine dell’anno di aprire anche su Verona-Vicenza. I due cantieri si muoveranno in parallelo e l’intera tratta sarà in funzione, secondo le nostre previsioni, entro 5-6 anni». Il numero uno delle Ferrovie ha inoltre confermato che il tratto di alta velocità in ingresso a Brescia città, proveniente da Treviglio, sarà ultimato entro dicembre 2018 e accorcerà di 5 minuti il tempo di percorrenza tra Brescia e Milano con Frecciarossa, che scenderà da 36 a 31 minuti facendo correre i treni fino alla stazione cittadina sui nuovi binari dedicati nel tratto Roncadelle-Brescia. La previsione è di finire tutto entro l’anno, a definitivo completamento della tratta Treviglio-Brescia iniziata nel 2011 e costata circa 2 miliardi di euro rispettando costi e tempi, salvo per quest’ultimo «pezzo» urbano, rallentato dalle bonifiche ambientali. Nessuna sorpresa da ora: entro dicembre si chiude.

SU BRESCIA-VERONA, la prossima tratta dell’alta velocità da 2 miliardi e 499 milioni di euro, l’amministratore delegato delle Fs fornisce altri elementi di novità. Il primo: sarebbe stato superato (sarebbe) il problema di «incompletezza documentale» del progetto definitivo, rilevato dalla Corte dei Conti, che in dicembre aveva sospeso l’istruttoria di registrazione e rispedito il dossier, vanificando le previsioni di apertura dei cantieri a gennaio. Dopo le integrazioni documentali, la pratica è tornata alla Corte dei Conti: se l’esame verrà stavolta superato, e nelle parole di Renato Mazzoncini non affiora ombra di dubbio, diventerà «legge» la delibera 42 del Cipe, quella che approvava il progetto definitivo della Tav Brescia-Verona e il relativo finanziamento ultra-bi-miliardario.

LO CONFERMA anche la direzione generale di Rfi: il dossier è tornato alla Corte dei Conti, davvero l’ultima strettoia del lunghissimo iter di approvazione. Seguiranno poi solo due passaggi prima di procedere agli espropri e alla presa di possesso delle aree di cantiere sul tracciato che attraverserà Mazzano, Calcinato, Lonato, Desenzano e Pozzolengo prima di sconfinare nel Veronese. Due passaggi che sono: la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della delibera Cipe, che la renderà appunto ufficiale, e la firma del contratto con CepavDue, il consorzio di imprese per l’alta velocità che realizzerà l’opera come general contractor. Da Rfi arriva un comunicato di poche righe: «L'apertura del cantiere potrà avvenire poco tempo dopo la pubblicazione della delibera Cipe, con l'operatività del contratto con Cepav2» Ma sui tempi è inutile sbilanciarsi: la Corte dei Conti ha 60 giorni per esaminare l’immenso dossier, quindi si va a fine febbraio o primi di marzo. Poi la pubblicazione, il contratto eccetera: cantieri entro il semestre, dice Mazzoncini. E stavolta non ci sono più dubbi.

Valentino Rodolfi
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