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17 ottobre 2017

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04.02.2016

Balarì e mascher,
fascino e
trasgressione

Carnevale di Bagolino, tradizione che attira la curiosità degli etnologi
Carnevale di Bagolino, tradizione che attira la curiosità degli etnologi

Mila Rovatti

L’aspetto più nobile e famoso del carnevale di Bagolino di materializza lunedì 8 e martedì 9 febbraio: quest’anno sono queste le da non perdere perché sono proprio i due giorni in cui fanno la comparsa i ballerini.

LA TRADIZIONE si ripete uguale da centinaia di anni, e a Bagolino gli abitanti e i protagonisti della danza non si stancano mai: ogni anno il carnevale risorge spontaneamente. I bambini sin da piccoli imparano i passi di danza e i più appassionati hanno un futuro, da adulti. Solo uomini però, le donne non ballano, ma possono prendersi la loro rivalsa indossando gli abiti del «mascher», l’aspetto più goliardico che non esclude lo scherzoso palpeggiamento delle zone intime, gesto che in passato veniva interpretato come augurio di fertilità.

Domenica, sarà la giornata dei bambini, che dalle 15 alle 17 balleranno per il paese, dove non mancheranno maschere e carri allegorici. All’alba di lunedì tutti i ballerini, più di cento, parteciperanno alla messa alle 6.30, nella chiesa di San Giorgio. Alla fine del rito, il via alle danze sul sagrato della chiesa. Danze che proseguono quasi ininterrottamente per tutto il giorno e riprendono, sempre di mattina presto, il martedì grasso, per chiudersi con la classica «Ariosa», in piazza Marconi verso le 20.30.

COME NOTO solo il maltempo potrebbe rovinare la festa, pioggia o neve non sono tollerate dai ballerini che rischierebbero di rovinare i propri cappelli. I visitatori più fortunati lunedì o martedì potrebbero riuscire a intrufolarsi in qualche cucina, dove sono stati preparati piatti tipici e buon vino per rifocillare ballerini e suonatori. «Andare per cucine» è uno dei momenti più intimi e veri di questo carnevale, solitamente però sono aperte solo ad amici e parenti.

Anche quest’anno il Carnevale di Bagolino, che è stato classificato dagli studiosi fra le più importanti scoperte etnologiche degli ultimi 200 anni, si ripeterà uguale, ma nello stesso tempo mostrerà un volto sempre sorprendente e inimitabile.

Mila Rovatti
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