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lunedì, 23 ottobre 2017

Agguato col machete, i sicari presi a Bagnolo

Le armi sequestrate agli indiani accusati del tentato omicidio I vertici e gli agenti della squadra mobile di Cremona illustrano i dettagli dell’operazione (BATCH)

Il rivale in amore doveva essere ucciso. Quella fugace relazione intrattenuta con la ragazza che invece continuava a rifiutare le sue avances, era una sentenza di condanna a morte per quel giovane connazionale. Solo così avrebbe cancellato il disonore di essere stato umilato dalla donna che corteggiava, anzi perseguitava, come confermato dalla denuncia per stalker presentata nei suoi confronti. Baljinder Singh, operaio indiano di 29 anni, ha assoldato così due sicari di Bagnolo Mella che, armati di spray urticante, macete e pugnale, hanno teso l’agguato alla vittima in pieno centro a Cremona.

L’OMICIDIO È SFUMATO solo grazie al coraggioso intervento di un gruppo di giovani che, assiepati davanti ad un locale, sono intervenuti mettendo in fuga i killer. Ma il 27enne aggredito ha comunque riportato gravissime ferite e l’amputazione di due dita della mano. A meno di un mese dall’episodio, la polizia di Cremona ha chiuso le indagini arrestando il mandante e la coppia di killer. È un tentato omicidio maturato in quel sottobosco impenetrabile di faide fra clan che caratterizza il mondo degli immigrati indiani, creando esplosive miscele di onore distorto, fanatismo religioso, sequestri e vendette familiari. Un contesto di arretratezza culturale «importata» che, come accaduto nel caso di Cremona, viene contaminato e amplificato dai modelli criminali del mondo dell’Occidente. Baljinder Singh ha agito nello stile di un’organizzazione malavitosa. Non ha cercato di farsi vendetta da solo, ma ha incaricato del lavoro «sporco» Jaspreet Singh di 34 anni e Jatinder Singh di quattro anni più giovane, una coppia già in passato indagata per feroci missioni punitive compiute ai danni di connazionali che non avevano pagato dei debiti oppure compiuto qualche sgarro. Uno dei due, a quanto pare, era stato in passato sfiorato da accertamenti dell’antiterrorismo.

La coppia è entrata in azione nel tardo pomeriggio del 26 giugno mentre la vittima era in compagnia della ragazza corteggiata dal mandante. Dopo avergli spruzzato in faccia dello spray urticante, hanno iniziato a colpirlo con un machete e un coltello: i fendenti erano diretti alla testa e la vittima, nel tentativo di proteggersi, è stata ferita gravemente alle braccia e alle spalle, riportando la subamputazione di due dita della mano sinistra. «Le modalità e la dinamica dell’aggressione - ha spiegato il vice questore aggiunto di Cremona, Nicola Lelario, illustrando ieri in conferenza stampa i dettagli dell’operazione -, ci ha fatto capire che l’obiettivo era di uccidere o comunque di provocare ferite permanenti».

L’intervento di un gruppo di giovani ha messo in fuga gli indiani. Le indagini della Squadra Mobile di Cremona, che ha anche messo a frutto l’attività di intelligence promossa in chiave preventiva nel mondo dell’immigrazione dopo l’allarme terrorismo da tutte le Questure, hanno consentito di identificare rapidamente il mandante e gli esecutori dell’agguato. Più complesse le fasi dell’arresto. Giovedì pomeriggio, con un blitz condotto da agenti in borghese in un negozio di acconciature in via Gramsci a Bagnolo, sono stati fermati Jaspreet Singh e Jatinder Singh. Baljinder Singh è stato rintracciato e arrestato all’interno di una conceria della provincia di Vicenza. Nel corso dell’operazione, sono state effettuate delle perquisizioni che hanno consentito di sequestrare una katana, due bombolette di spray urticante e alcuni grammi di eroina. Quello passionale e la vendetta restano i moventi prevalenti del tentato omicidio, ma ci sono ancora molti punti oscuri da chiarire anche in virtù dei precedenti degli arrestati che nei prossimi giorni saranno interrogati nell’udienza di convalida dal gip Pierpaolo Beluzzi. C.R.PR.