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30.01.2018

Ampliamento della discarica: il Comune si appella al Governo

Uno scorcio della discarica Gedit
Uno scorcio della discarica Gedit

Stavolta lo scontro si sposterà dal piano della giustizia amministrativa, che ha già riservato delusioni, a quello del Governo. Perchè l’amministrazione comunale di Calcinato non ha cambiato idea sul caso Gedit, e ha deciso di non avallare il via della Provincia all’ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi di via Cavicchione. L’ente locale quindi si opporrà al provvedimento con cui nei giorni scorsi il Broletto ha dichiarato «conclusa con esito positivo la conferenza dei servizi decisoria»: un atto dovuto dopo che l’iter di valutazione era terminato con il parere di compatibilità ambientale della Regione. «ABBIAMO dato mandato ai nostri legali di procedere, anche perché il margine per farlo è molto stretto: solo dieci giorni - spiega l’assessore all’Ambiente Stefano Vergano -. La scelta fra il ricorso al Tar e l’opposizione alla presidenza del consiglio dei Ministri è caduta sulla seconda opzione. Continuiamo così sulla strada presa ormai da anni per bloccare questo ennesimo scempio». Otto mesi fa, il Consiglio di Stato aveva respinto un ricorso del Comune contro la decisione del Tar di non sospendere gli effetti del decreto con cui la Regione, il 2 novembre 2016, aveva detto sì alla compatibilità ambientale dell’ampliamento della pattumiera: era stato l’ultimo atto di un tortuoso iter autorizzativo che ha sempre visto il Comune determinato nel suo no. «Gli enti incaricati della tutela della salute e dell’ambiente non hanno ritenuto di tutelare un territorio che è già gravemente compromesso da impianti analoghi - continua l’assessore - e non è nemmeno stato considerato il fatto che siano in corso altri procedimenti i cui effetti ricadranno anche su Calcinato; si parla sempre di impatti cumulativi e di indice di pressione, ma tutti i procedimenti vengono autorizzati». A breve distanza dalla Gedit ci sarà Portamb, ed è sul tavolo anche il nuovo impianto che a2a intende realizzare a Bedizzole, a poche centinaia di metri dal confine calcinatese. Sempre a Bedizzole c’è poi la discarica ex Faeco, che nel recente passato è stata teatro di una serie di incendi. «Nel testo approvato dalla Provincia - conclude Vergano - esistono alcune carenze rispetto alle osservazioni che avevamo avanzato nei nostri pareri negativi: in presenza di quelle che secondo noi sono omissioni o non risposte è doveroso procedere con questa ennesima opposizione». L’azienda nel frattempo potrebbe avviare da subito l’innalzamento della quota delle due vasche presenti, già colmate, per ulteriori 180 mila metri cubi, e il riempimento di un nuovo bacino con altri 400 mila. • F.MAR.

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