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08.11.2018

Armi atomiche: il consiglio entra nel grande club del no

A livello governativo, da questo esecutivo come da quelli precedenti continuano a non arrivare segnali di attenzione; ma per fortuna il movimento trasversale che chiede la cancellazione dal pianeta di qualsiasi arma nucleare conosce altre strade. E le adesioni crescono. Nel Bresciano l’ultima in ordine di tempo riguarda Calcinato. Nell’ultima seduta, il consiglio comunale ha infatti approvato una mozione a sostegno del Trattato internazionale delle Nazioni unite per la proibizione delle armi nucleari proposta al voto da Ennio Allegri, capogruppo della lista Bene Comune. «Considerato che la diffusione di armi nucleari rappresenta ancora oggi una delle più grandi minacce alla pace e alla sicurezza internazionale, e che l’Italia ha ratificato nel 1975 il Trattato di non proliferazione che impone a tutti gli Stati parte di impegnarsi per realizzare il disarmo nucleare totale e globale», il documento impegna il sindaco Marika Legati «ad aderire alla campagna Italia ripensaci, promossa dalla Rete italiana per il disarmo, firmando il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari come importante atto simbolico di sostegno al percorso di disarmo». Al primo cittadino si chiede anche di trasmettere la delibera al presidente del consiglio dei Ministri e al ministro degli Esteri, per incoraggiarli a rivedere la posizione finora espressa e arrivare alla firma e ratifica da parte dell’Italia del «no» alle atomiche. PURTROPPO i rappresentanti del nostro Paese, magazzino (anche a Ghedi) di tanti ordigni nucleari in capo alla Nato, si sono astenuti quando, il 7 luglio 2017, la Conferenza internazionale delle Nazioni unite ha adottato il trattato con il voto favorevole di 122 Nazioni: un’azione che contribuisce a promuovere il dialogo lasciandosi alle spalle la logica folle della deterrenza nucleare fondata sulla paura e rafforzando la sicurezza del pianeta. •

F.MAR.
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