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29.12.2017

Biogas, centrale nel mirino Ambientalisti e minoranze sono sul piede di guerra

L’area interessata dall’impianto a biogas
L’area interessata dall’impianto a biogas

C’è voluto qualche giorno per metabolizzare la novità, poi si è aperto il flusso dei timori e delle critiche attorno all’operazione biogas di Calcinatello. Al centro del dibattito (Bresciaoggi ne ha parlato nei giorni scorsi) c’è il via libera della Provincia alla costruzione di un impianto di produzione di energia elettrica e calore alimentato dal biogas che la società bolzanina «Abruzzo energie» dovrebbe realizzare l’anno prossimo in via Goito 31, nella località Cerreto, verso il confine con Montichiari. «NON SAPEVAMO di questo progetto - dice la portavoce del Comitato Cittadini, Laura Corsini - e a oggi non abbiamo notizie su impatto e procedure produttive. Conosciamo solo la localizzazione e sappiamo che il Comune ha dato parere contrario. Ancora una volta si parla di trattamento di reflui sul nostro territorio, e di probabili miasmi. Inoltre, vista la potenza termica inferiore ai 3 mW non servirà neppure l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Condanniamo il metodo utilizzato dal Comune - aggiunge Corsini -, che non ha informato la popolazione». «Se fossimo stati informati - aggiunge la portavoce del comitato - avremmo potuto, per quanto valeva, essere di supporto all’amministrazione, come è già avvenuto per i casi Gedit e Portamb, e avremmo sensibilizzato i cittadini nei nostri incontri mensili aperti a tutti». Corsini annuncia poi azioni dopo l’analisi della documentazione sul generatore, magari «con il sostegno del comitato Sos Terra di Montichiari, visto che il sito è a ridosso del territorio di Vighizzolo». Spara a zera sulla «segretezza» che ha caratterizzato l’operazione anche Ennio Allegri, capogruppo consiliare degli ecologisti di Bene Comune: «È evidente che la più completa assenza di informazione e dibattito negli organismi comunali competenti ha impedito alla gente di sapere, lasciando che la decisione in Broletto fosse presa senza alcuna consapevolezza né mobilitazione. Al di la delle finalità più o meno ecologiche diquesto impianto è inaccettabile l’effetto di accumulazione che si concentra sul nostro territorio, un effetto cocktail per anni sottovalutato e tuttora per nulla considerato nella sua capacità di causare danni permanenti all’ambiente e alle persone». F.MAR.

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