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lunedì, 20 novembre 2017

Dal Brasile ad Acquafredda
i Tortelli sulle tracce degli avi

I Tortelli del Brasile all’incontro con il sindaco di Acquafredda

Agostino Tortelli e sua moglie Teresa, lui 28 anni e lei 26, due figli e uno in arrivo, si guardarono a lungo negli occhi e poi, piangendo e abbracciandosi, decisero che era tempo di migrare, alla ricerca di un mondo nuovo che regalasse a loro e ai figli certezze, qualche scampolo di serenità e buone dosi di fortuna.

CORREVA l’anno 1875 e Agostino e Teresa, riposto nella valigia di cartone il necessario e il resto in grandi fagotti, più uno dedicato al cibo utile a rendere meno gravoso il cammino, salutarono Acquafredda, il loro paese, per imbarcarsi sulla prima nave diretta in Brasile, che insieme all’Argentina rappresentava allora il paradiso a cui approdare per cercare lavoro e futuro.

I giovani sposi trovarono terreni incolti e li resero abitabili e utili ad assicurare pane e companatico. Poi, aggiunsero al quieto vivere altri quattro figli ai quali insegnarono subito a pregare e a parlare in dialetto bresciano. Più in là nel tempo i figli convolarono a nozze dando vita a un ceppo italo-brasiliano di notevole entità e di sicuro avvenire, che regalò ad Agostino e Teresa il piacere di essere nonni per ben sessantaquattro volte. Oggi in quell’angolo di Brasile che ricorda Teresa e Agostino, il cognome Tortelli è di casa e il valore della discendenza talmente radicato da consentire ai titolari di sentirsi tuttora parte di un comune progetto che li unisce e che si rinnova ogni volta che lasciate le occupazioni, i Tortelli residenti in Brasile (ma è già in programma un raduno allargato agli italiani) si riuniscono per celebrare la festa e rinsaldare i vincoli di parentela e di amicizia.

All’ultimo raduno delle famiglie Tortelli residenti in Brasile, svoltosi il 17 gennaio del 2016 a Nova Erechim, nello stato di Santa Catarina, onorato da oltre settecento partecipanti, su invito della coordinatrice suor Teresita Tortelli, c’era anche don Franco Tortelli, parroco di Carpenedolo, nato e cresciuto tra San Paolo e Ludriano.

«Non mi aspettavo un’accoglienza così sincera e straordinaria - ricorda don Franco - ma proprio quell’incontro mi ha suggerito di approfondire la conoscenza e di andare alla ricerca delle fonti utili per cancellare dubbi e distanze». Ora, undici brasiliani che portano a spasso e vantano un cognome tutto bresciano, infatti, sono arrivati martedì a Carpenedolo, ospiti di don Franco, per rinsaldare i vincoli di parentela e gettare le basi per nuove conoscenze. La delegazione è stata poi ricevuta dal sindaco di Acquafredda Maurizio Donini, il paese che ha dato i natali al capostipite, che al piacere dell’incontro ha aggiunto l’invito a rinsaldare i rapporti di amicizia. Fino a domani per i Tortelli venuti dal Brasile, sono previsti incontri, verifiche delle loro discendenze e giuste occasioni di festa.