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19.02.2019

Escalation di violenza
sui bus: adesso gli
autisti hanno paura

I conducenti dei pullman di linea invocano maggiori tutele
I conducenti dei pullman di linea invocano maggiori tutele

Valerio Morabito L’escalation di aggressione al personale di Apam e Sia e di danneggiamenti ai mezzi pubblici sono un campanello d'allarme che non può essere sottovalutato. Lo sostengono i rappresentanti sindacali del personale che viaggia a bordo dei pullman di linea. La cronaca degli ultimi giorni è eloquente: giovedì in via Matteotti a Carpenedolo, un nigeriano di 36 anni sorpreso senza biglietto è stato colto da un raptus di violenza e dopo aver seminato il panico tra i passeggeri ha infranto con un pugno il vetro del bus. Il tempestivo intervento della Polizia locale ha evitato il peggio e consentito di arrestare il 36enne. Il giorno dopo, invece si è verificata un'aggressione nei confronti di un conducente di un pullman della linea Brescia-Gargnano. Il dipendente è stato insultato e malmenato da un gruppo di baby bulli. «Fino a due anni registravamo quasi un'aggressione al mese sui pullman – ammette Mauro Ferrari della Filt Cgil -: è stato il momento più nero per la nostra categoria. Ora per fortuna i casi sono in calo ma chi lavora con il pubblico deve sempre fare i conti con episodi simili. Il problema insomma rimane e sarebbe un errore abbassare la guardia». LA FEDERAZIONE Italiana lavoratori trasporti Brescia della Cgil ha espresso «solidarietà» ai dipendenti coinvolti dalle intemperanze dei passeggeri, e intanto guarda con attenzione alla sentenza di primo grado che sarà pronunciata il 26 febbraio nel processo di Ats contro la Sia. «Il pronunciamento dei giudici potrebbe imprimere una svolta – ammette Ferrari – risolvendo i vari problemi di sicurezza con i quali i dipendenti delle ditte dei trasporti sono costretti a convivere». Il processo è figlio della denuncia dell’Ats di Brescia contro i vertici di Sia ed è incentrato sulla presunta mancata ottemperanza di tutte le prescrizioni necessarie a mettere in sicurezza i propri dipendenti. I FATTI RISALGONO al biennio tra il 2014 e il 2016, quando le aggressioni agli autisti della Sia erano state numerose. Una media di una al mese, contando le più gravi ed escludendo varie minacce e sputi. Rappresentanti dei lavoratori ed Rsu, esausti della situazione, si erano mobilitati e avevano incontrato i vertici aziendali, chiesto l'inserimento delle paratie di plastica per tutelare i dipendenti. Richieste cadute nel vuoto, così Ats ha deciso di depositare la documentazione in Procura che in seguito ha chiamato in causa i vertici di Sia nel giugno del 2017. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Valerio Morabito
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