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03.02.2019

Dagli aiuti ai reinserimenti la Ghedi umanitaria cresce

Circa un milione di chili di alimenti: questa misura imponente riassume efficacemente la portata dell’attività umanitaria attuata a Ghedi. Racconta la raccolta e la successiva redistribuzione di cibo portata a termine nel 2018 dal «Gruppo 29 maggio ’93 - Fabio Sergio e Guido» di Ghedi. Con questa campagna, questa realtà umanitaria ha potuto sostenere oltre 60 associazioni e confezionare centinaia di pacchi di alimenti e pasti a favore delle famiglie più povere. È però un lavoro su più livelli quello della 29 maggio. Così proseguono le inziative di inserimento sociale delle persone fragili; anche grazie alla «Casa della Misericordia», la struttura che ospita anche le cooperative «Sergio Lana» e «Don Murgioni» e che «sta dando i frutti sperati - spiega il presidente Luciano Dabellani -. L’integrazione e le sinergie permettono di far fronte ai nostri impegni economici e pratici a favore di tante persone bisognose». La Casa, che ha sede in via dei Mugnai, è frequentata da molte realtà associative, è «un luogo in cui la nostra comunità si incontra e lavora con passione e gioia, come ha verificato anche il vescovo, che al termine di due incontri nella nostra sede ha detto di avvertire la serenità e la positività del nostro ambiente». Per continuare a lavorare, progettare e «camminare a fianco degli ultimi» si è intanto aperto il tesseramento 2019, «non tanto per una raccolta di fondi - spiega Dabellani - ma per una adesione ai valori e al lavoro che l’associazione compie. Più associati abbiamo, più sappiamo di essere nel giusto, e i volontari sentono meno la fatica se poggia sul consenso di tante persone». Vivendo i drammi e le preoccupazioni di chi chiede aiuto, «tra chi non ha da mangiare o un posto in cui passare le giornate», questa realtà è testimone della «profondità della crisi che stiamo vivendo, che necessita di politiche illuminate e di lungo respiro purtroppo carenti». •

M.MON.
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