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18.01.2018

Il rischio radon affossa il recupero dei seminterrati

Falda troppo alta e rischio diffusione gas radon: Remedello dice «no» al recupero dei seminterrati. Il Consiglio comunale ha deciso di rinunciare all'applicazione delle legge regionale. La motivazione è di natura ambientale. In primo luogo c'è la possibile esposizione al gas radon e poi non può lasciare indifferente la questione della falda acquifera. Per quanto riguarda il primo punto, come spiegato in aula, «ad oggi gli studi scientifici confermano che il radon è la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo». Un aspetto, tra l'altro, messo in evidenza da un rapporto dell'Istituto superiore della sanità per i rischi di tumore polmonare attribuiti all'esposizione al radon nelle abitazioni italiane. In Lombardia, in seguito ad una campagna di misurazione del radon, è emerso che in tutto il territorio regionale la concentrazione di questo gas è la più elevata rispetto ad altre realtà italiane con punte maggiori ai 116 bequerel al metro cubo. La riqualificazione dei seminterrati del paese sarebbe esposta al rischio della diffusione del gas radon potenzialmente cancerogeno per l'uomo. È bene ricordare che il radon giunge nell'uomo attraverso l'ingestione di acqua contaminata o per inalazione. Poi c'è la questione legata alla falda. Da questo punto di vista, come mostra lo studio geologico ed idrogeologico comunale, il territorio è caratterizzato da una fitta rete idrografica utilizzata sia per l'allontanamento delle acque meteoriche che per l'irrigazione dei campi. In più la falda, in alcune zone, risulta essere a circa 60 centimetri o un metro dal terreno. Un aspetto che pone la falda acquifera ad una evidente vulnerabilità. Dunque, se fosse stato dato il via libera alla legge regionale sul recupero dei seminterrati, si sarebbe messa in discussione la «sicurezza» delle persone con il probabile allagamento degli scantinati. Infine ci sarebbe stato un problema igienico-sanitario per la possibile contaminazione della falda. • V.MOR.

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