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14.03.2019

«Morte sui Tornado,
ora vogliamo
la verità»

Due Tornado Ids del 6° Stormo di Ghedi: nel 2014 lo scontro mortale
Due Tornado Ids del 6° Stormo di Ghedi: nel 2014 lo scontro mortale

È arrivata ieri mattina a un passaggio importante, la costituzione delle parti civili e la citazione in giudizio del ministero della Difesa, la vicenda giudiziaria sul tragico scontro in volo fra due Tornado del 6° Stormo di Ghedi, avvenuto nell’estate del 2014 durante un’esercitazione nei cieli sopra Ascoli Piceno.

NEL TRIBUNALE della città marchigiana si è svolta ieri l’udienza preliminare, dopo che una prima seduta il 24 gennaio era stata rinviata per un difetto di notifica, davanti al Gup che dovrà prendere una decisione fondamentale: prosciogliere, o rinviare a giudizio come richiesto dal Procuratore capo di Ascoli Piceno, i due ufficiali del 6° Stormo indagati per omicidio colposo plurimo e disastro aviatorio colposo. Si tratta dei diretti superiori delle quattro vittime, i due ufficiali responsabili della pianificazione del volo nel quale persero la vita i capitani Mariangela Valentini, Giuseppe Palminteri, Paolo Piero Franzese e Alessandro Dotto. Tra il proscioglimento, che farebbe cadere ogni accusa, e il rinvio a giudizio, che manderebbe invece a processo i due ufficiali indagati, il Gup deciderà il 20 giugno, data fissata per la prossima udienza.

MA IERI MATTINA sono intanto stati superati due passaggi. Il più significativo: il Gup ha giudicato ammissibile la costituzione come parti civili dei congiunti dei quattro piloti. Genitori, coniugi, fratelli: sono 12 i famigliari ammessi come parti civili. Altro passaggio: sempre il Giudice per l’udienza preliminare ha autorizzato la citazione in giudizio, da parte dei legali della quattro famiglie, del ministero della Difesa, organo istituzionale dal quale dipende l’Aeronautica militare, formalmente nella persona del ministro pro tempore alla Difesa, Elisabetta Trenta, ai fini di accertamento di una eventuale responsabilità oggettiva e degli eventuali effetti risarcitori. Se si andrà a processo, ma il Gup lo stabilirà solo il 20 giugno, il ministero si troverà in giudizio con i due ufficiali indagati, il maggiore Bruno di Tora, comandante del 154° Gruppo di volo «Diavoli rossi», e il maggiore Fabio Sacottelli, capo della cellula di pianificazione di quella fatale esercitazione. Nelle conclusioni delle indagini preliminari, la Procura della Repubblica di Ascoli ipotizza che quel volo fosse stato mal pianificato, con negligenze e omissioni da parte della catena di comando nella fase di preparazione e di coordinamento da terra. Per l’Avvocatura dello Stato, che difende i due indagati, il procedimento va invece archiviato, come già avvenne nel 2016 al termine di una prima tranche di indagini, poi riaperte su istanza dei famigliari delle vittime. «LE FAMIGLIE chiedono solo che venga stabilità in un’aula di giustizia la verità dei fatti, che siano giudicate eventuali colpe e responsabilità - spiega l’avvocato Fabrizio Negri, che rappresenta la madre del capitano Mariangela Valentini -. Ben più degli aspetti risarcitori, il desiderio è quello di rivendicare l’onore e il valore degli ufficiali caduti: questo deve necessariamente passare attraverso l’accertamento della verità».

Valentino Rodolfi
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