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08.09.2018

«Sciagura dei Tornado, gravi negligenze»

Dal telegiornale del 19 agosto 2014: in fiamme i Tornado precipitatiNello scontro andarono distrutti due Tornado: quattro le vittime
Dal telegiornale del 19 agosto 2014: in fiamme i Tornado precipitatiNello scontro andarono distrutti due Tornado: quattro le vittime

Due Tornado del 6° Stormo di Ghedi si scontrano in volo durante un’esercitazione di «strike», esplodono e ricadono in mille pezzi sulle colline attorno ad Ascoli, non c’è scampo per i quattro ufficiali dell’Aeronautica militare: nell’incidente perdono la vita i capitani Mariangela Valentini, Paolo Piero Franzese, Alessandro Dotto e Giuseppe Palminteri, piloti e navigatori dei due cacciabombardieri tattici. LA SCIAGURA, tutti la ricordano e non solo a Ghedi, è quella avvenuta ormai quattro anni fa, il 19 agosto del 2014, nei cieli sopra Ascoli. Ed è dalla città marchigiana che giunge notizia di una conclusione delle indagini che proietta ombre inquietanti sulle cause di un disastro aviatorio fra i più tragici nella storia dell’Arma azzurra in tempo di pace. Ombre sulle cause e non solo: anche sulle presunte responsabilità. L’AVVISO di conclusione delle indagini preliminari in relazione ai reati di omicidio colposo plurimo e disastro aviatorio colposo, firmato dal procuratore capo della Procura della Repubblica di Ascoli Piceno, Umberto Gioele Monti, è stato recapitato a due ufficiali dell’Aeronautica che, quattro anni fa, ricoprivano incarichi di preparazione e coordinamento della missione. Si tratta del comandante del 154° Gruppo di volo «Diavoli rossi», maggiore Bruno Di Tora, e del maggiore Fabio Saccottelli, che ricopriva il ruolo di Capo cellula pianificazione nell’ambito di quella fatale esercitazione. L’ipotesi sulla quale ha lavorato la Procura di Ascoli è, in estrema sintesi, che quel volo sia stato pianificato male e che per questo, per le presunte responsabilità di chi coordinava da terra, dunque non dei piloti o dei navigatori, i due Tornado si siano trovati in rotta di collisione. NELLE 5 PAGINE dell’avviso di conclusione indagini si parla di «imprudenza, imperizia, negligenza» e mancato rispetto del «Programma prevenzione incidenti in vigore presso il 6° Stormo». Così è scritto, all’interno di una ricostruzione molto puntigliosa dei presunti, ma numerosi, errori attribuiti ai diretti superiori delle quattro vittime. Conclusioni, vale la pena ricordarlo, molto diverse da quelle raggiunte due anni fa, nel maggio 2016, quando la stessa Procura di Ascoli Piceno aveva chiesto l’archiviazione dell’indagine senza ravvisare responsabilità, scagionando i cinque ufficiali della catena di comando inizialmente indagati. Ma il Gip bocciò la richiesta di archiviazione e si riaprì l’indagine, si valutarono altre perizie e ora ecco le conclusioni, con le ipotesi sulle presunte responsabilità, limitate al ruolo non più di cinque ma di soli due ufficiali, destinatari di un «avviso» che potrebbe precedere, ma questo si vedrà, un rinvio a giudizio. •

Valentino Rodolfi
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