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lunedì, 20 novembre 2017

Sicurezza, il piano sul nucleare
si arena sul nodo degli ordigni

Un Tornado nell’aerobase militare di Ghedi (BATCH)

C’è qualcosa di vagamente surreale nel confronto politico ghedese a proposito del tema degli ordigni atomici custoditi (oppure no?) nella base militare e della conseguente necessità di aggiornare il Piano per la sicurezza nucleare sulla base della nuova mappa del rischio sismico e idrogeologico. Il sindaco Lorenzo Borzi e il vicesindaco Giovanni Cazzavacca, sollecitati da «Insieme a sinistra», a quanto pare stanno prendendo tempo e, secondo la minoranza, «restano nel vago».

IL PIANO di sicurezza generale del territorio (Psgt) dovrà essere comunque aggiornato proprio in virtù dei nuovi parametri sismici e idrogeologici, e quella potrebbe essere l’occasione buona; il problena è che gli amministratori, dice l’opposizione, «non ne intravedono la necessità in quanto a loro parere nell’aerobase militare non esistono bombe atomiche».

Peccato, controbatte Insieme a sinistra, che «lo scienziato Hans Kristensen della Federation of american scientists confermi la presenza di ordigni nucleari sul suolo ghedese, e che lo faccia anche il nostro Segretariato alla Difesa con il contratto 636 firmato il 12 novembre 2014, che destina 200 mila euro alla progettazione di opere di ammodernamento del sistema Ws3 (Weapon storage and security system)».

Secondo la minoranza si tratterrebbe di «un deposito sotterraneo blindato per ordigni nucleari che all’occorrenza consente di agganciate le armi ai Tornado e, tra poco, agli F35. Le bombe di nuova generazione B61-12 dislocate a Ghedi dovrebbero essere 20».

Di fronte all’insistenza sul pericolo, il sindaco «ha promesso un generico interessamento - dice Insieme a Sinistra. A questo punto chiediamo un intervento pubblico in cui si proclami l’assoluta certezza di assenza di ordigni su un territorio ormai ceduto a un Paese straniero. Non vorremmo che l’amministrazione oggi carente sotto l’aspetto della sicurezza domani sia colpevole di aver malgestito situazioni pericolose per i cittadini». M.MON.