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venerdì, 21 settembre 2018

«Sottovalutati i rischi dell’incrocio delle rotte»

Un fermo-immagine del disastro

Premessa indispensabile: non ci sono colpevoli e non c’è nessuno sul banco degli imputati, anche perchè al momento non c’è un processo. Ma nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari sul disastro di Ascoli viene esposta una ricostruzione puntigliosa e inquietante delle presunte «imprudenze, imperizie e negligenze» ravvisabili nella pianificazione e nel coordinamento di quel tragico volo dell’agosto 2014. SI LEGGE che «prevedendo un incrocio di rotte in una fase critica per entrambi gli equipaggi», sarebbe stato «sottovalutato il fattore di rischio, omettendo di adottare tutti gli accorgimenti cautelativi atti a ridurre/eliminare il rischio». Le carte rilevano un altro aspetto grave: «I due equipaggi partivano con ordine invertito (rispetto a quello previsto) e, durante la fase di avvicinamento all’area di attacco, nessun intervento era stato posto in essere per ripristinare la tempistica e per evitare il sostanziale annullamento dell’intervallo temporale di sicurezza» e «l’intersezione delle rotte nello stesso momento». SIN DALLA FASE di «briefing», nelle istruzioni date ai piloti prima del volo, nell’avviso della Procura si legge che sarebbe stato omesso di «curare adeguatamente tempi e quote in area di attacco, omettendo di segnalare agli equipaggi i fattori di rischio insito nella previsione della sovrapposizione delle rotte». Omissioni che, è scritto nelle carte della Procura, «concorrevano a determinare la collisione in volo e la morte degli equipaggi».