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07.10.2017

Il libro scritto dal figlio
racconta Piero Ughini

Piero Ughini morto a 44 anni
Piero Ughini morto a 44 anni

La morte di un padre marchia in modo indelebile la vita dei figli; se poi questo genitore all'amore per la famiglia univa un forte impegno civile e politico, allora al dolore si aggiunge altro dolore per il venir meno di un risorsa preziosa per la comunità civile.

Piero Ughini aveva appena 44 anni quando un infarto lo stroncò l’8 novembre 1990 a Castenedolo, durante un dibattito in corso nella sezione del Pci sulla svolta della Bolognina, dell’addio a «falce e martello» e la nascita di un nuovo soggetto politico.

UGHINI, cancelliere responsabile dell’ufficio conciliazione di Brescia, e prima ancora agente di Polizia locale, aveva alle spalle una robusta militanza: dieci anni in consiglio comunale, un incarico assessorile dal 1978 al 1980. Non ci fu nulla da fare, nemmeno il tentativo di abbozzare un aiuto, Ughini morì sul pavimento della sezione, sotto gli occhi atterriti e increduli di molti amici che a distanza di così tanto tempo ancora rammentano quella terribile sera.

Domani mattina a Castenedolo i famigliari, la moglie Giusy Palladini ed i due figli, Andrea e Massimo, il primo all’epoca quattordicenne, il secondo appena 5 anni, lo ricorderanno con la presentazione di un libro dal titolo «Piero Ughini, l’uomo che sognava un mondo migliore» edito da Liberedizioni.

Il libro, scritto dal secondogenito Massimo, studente-lavoratore, ricostruisce l’immagine virtuale di un padre mai conosciuto attraverso la riscoperta della sua vita, delle sue relazioni, del lavoro e dello studio. Quei ricordi si trasformano anche in un esercizio terapeutico per portare in superficie un dolore che come un fiume carsico si è insinuato in profondità nella vita di Massimo e ancora scava. Cinque anni sono troppo pochi per perdere un padre, non è certo stato più facile per il grandicello Andrea o per la moglie Giusy. Ma per Massimo quel libro ha un valore aggiunto; prova a riportare in vita Piero Ughini per ricordare con orgoglio a tutti una bella storia che avrebbe meritato fosse stato lui, il padre, a raccontare a Massimo, un po’ più avanti negli anni.

Il lavoro, lo studio, il traguardo della laurea conseguita poco prima della morte acerba, l’impegno politico, assessore e capogruppo del Pci a Castenedolo, militante sindacale. Andava ancora così, per fortuna, in quegli anni. Quel libro, quel diario distillato parola dopo parola verrà presentato domani a Castenedolo alle 10 nella sala civica dei Disciplini da quelli che l’hanno conosciuto nelle vesti pubbliche e private, a cominciare dal sindaco Gianbattista Groli, Pierluigi Bianchini, vice-sindaco, il senatore Paolo Corsini, ex sindaco di Brescia e amico di Piero Ughini, Damiano Galletti segretario generale della Cgil di Brescia, il figlio Massimo ed il primogenito Andrea, funzionario della scuola di Polizia di Brescia.W.G.

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