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sabato, 23 giugno 2018

Il piccolo Cristian
verrà sepolto
a Bagnolo

Cristian Corso in compagnia di alcuni amichettiLa manifestazione di solidarietà promossa sabato sera a Ercolano, paese di origine della famiglia (BATCH)

Cinzia Reboni Cristian Corso riposerà a Bagnolo Mella, il paese dove era nato tre anni fa. Lo hanno deciso il papà Nando e la mamma Carmela. La data dei funerali potrà essere fissata solo al termine degli accertamenti medico-legali disposti dalla procura di Napoli per far luce sugli inquietanti interrogativi che circondano la tragedia costata la vita il 29 dicembre al bambino mentre trascorreva le vacanze natalizie con la famiglia ad Ercolano, il luogo d'origine dei genitori. Le risposte sono affidate all'autopsia disposta dal pm Federica Amodio che ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di omicidio colposo. Entro venerdì sarà affidato l'incarico al perito della procura e nominati i consulenti della famiglia, assistita dagli avvocati Andrea Ciuonzo e Domenico Di Casola, e quelli dell'ospedale Santobono di Napoli dove Cristian è deceduto 24 ore dopo essere stato visitato e dimesso con la prognosi di un banale virus influenzale. Ed entro venerdì, come atto dovuto in vista dell'esame autoptico, saranno iscritti nel registro degli indagati i nomi dei medici che si sono presi cura di Cristian durante il primo accesso all'ospedale. Non appena arriverà il nullaosta alla sepoltura sarà celebrato un primo rito funebre ad Ercolano, poi la salma sarà trasferita nella Bassa, dove la comunità abbraccerà per l'ultima volta Cristian che verrà sepolto nel cimitero di Bagnolo. L'inchiesta punta a chiarire ogni passaggio del doppio accesso all'ospedale. Il pm ha acquisito le cartelle cliniche, mentre l'autopsia dovrà stabilire cosa ha determinato l’arresto cardiaco di un bimbo di soli tre anni, giunto per due volte in poche ore all’ospedale Santobono. Ferdinando e Carmela Corso il 20 dicembre erano tornati in Campania con i due figli, Cristian, tre anni e mezzo, e Martina di otto, per trascorrere le feste dai parenti. Giovedì sera il piccolo era stato portato in ospedale: accusava febbre, dolori alla pancia e diarrea, tanto da rendere necessaria una Tac all’addome, che aveva dato esito negativo. I sanitari l'avevano dimesso, prescrivendo una cura e un controllo dopo qualche giorno dal medico curante. Poche ore dopo - siamo a venerdì mattina dopo le 7 - il piccolo veniva di nuovo riportato in ospedale, in ambulanza. Ma per lui purtroppo non c’era più nulla da fare. «Non si può lasciar morire così un bambino di tre anni, me lo hanno ammazzato», ha gridato facendo esplodere tutta sua la rabbia il papà Nando, prima di chiedere «il silenzio su un dolore troppo grande da sopportare». •