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giovedì, 22 febbraio 2018

La maestra
morta, una
psicologa per i bimbi

Un’immagine felice di Sara Mutti (BATCH)

Slitta a lunedì all’Ospedale Civile di Brescia l'autopsia sulla salma di Sara Mutti, la giovane maestra di Ciliverghe deceduta martedì nel tardo pomeriggio dopo essere giunta in ambulanza all'ospedale Città di Brescia. I primi accertamenti dei medici sembrano escludere l'infarto o malformazioni congenite e stanno indagando sul repentino peggioramento che in poche ore l’ha condotta alla morte. Lunedì la giovane insegnante aveva avvertito un primo malore, nella classe prima A della scuola primaria Pedrini-Carloni di Ponte San Marco dove insegnava italiano. Immediati i soccorsi e un primo ricovero all'ospedale di Desenzano del Garda. Dopo le visite e gli esami diagnostici, era stata dimessa per un periodo di riposo a casa, con una serie di prescrizioni mediche. Nel pomeriggio del giorno seguente un nuovo mancamento, quello fatale. Sara Mutti, 39 anni compiuti il 9 gennaio scorso, abitava nella popolosa frazione di Mazzano con il marito Daniele Taglietti e il figlioletto Filippo, di soli 23 mesi. Indescrivibile il dolore in cui la giovane famiglia è precipitata per la perdita di una moglie e madre, che in paese tutti ricordano come solare e premurosa. E SONO GIORNI di lutto anche per la scuola di via Stazione a Ponte San Marco dove Sara insegnava da anni. «Simpatia, gentilezza e professionalità» sono le doti che la preside Stefania Battaglia e i colleghi ricordano di lei nel commosso omaggio apparso ieri sul sito web dell'Istituto Comprensivo di Calcinato, del quale fa parte la Carloni-Pedrini. Fra le colleghe legate da un'intensa amicizia a Sara c'è la coordinatrice del plesso della frazione, Vania Gobbetto, che visibilmente commossa trova la forza per raccontare il non facile lavoro in questi giorni a scuola «per avviare una prima elaborazione, con i suoi piccoli alunni e le loro famiglie, del tragico evento che ci ha così duramente colpiti. Insieme con la dirigente scolastica e con la collega Teresa Borghetti, stiamo lavorando con molta delicatezza sulla tragica vicenda, cercando di spiegarla soprattutto a coloro che hanno vissuto per la prima volta un trauma del genere, con l'arrivo dei soccorsi in aula e l'incredibile epilogo». «C'è stato per i piccoli anche l'intervento in classe della psicologa Eleonora Caffelli - sottolinea Gobbetto - non sarà facile assicurare loro la continuità didattico-educativa. Sara era l'insegnante prevalente, una maestra splendida, e per essi dopo pochi mesi già un solido punto di riferimento». «Donna attiva e allegra, ordinata e meticolosa nelle sue iniziative, non lasciava nulla al caso - ricorda Vania Gobbetto ricordando l'amica - il giorno del matrimonio aveva confezionato personalmente, e regalato a tutte le invitate, una farfalla in pizzo da appuntare al vestito. Adorava la sua famiglia ed era legatissima ai nostri bambini. Il marito ha portato loro i lavoretti da lei realizzati in vista della prosecuzione delle attività dopo il periodo di riposo che i medici le avevano prescritto». Solo dopo l'autopsia verrà fissata la data delle esequie, che con tutta probabilità si svolgeranno verso la metà della prossima settimana. • © RIPRODUZIONE RISERVATA